Partenariato Ue-Africa, il Parlamento Ue chiede una cooperazione alla pari

Il ministro portoghese Santos Silva (sx) con il presidente del Mozambico Nyusi durante un incontro nel gennaio 2021. [EPA-EFE/LUIS MIGUEL FONSECA]

Adottato un rapporto al Parlamento europeo che mira a impostare relazioni che non siano sbilanciate sulla gerarchia del donatore sul ricevente. L’agenda europea nel continente: Tigrè, questione jihadista in Mozambico e pirateria.

Una serie di più robuste azioni in sostegno dei Paesi africani, ma secondo una impostazione che veda relazioni paritetiche e non quelle squilibrate donatore-ricevente attuali, è il succo di un rapporto per il nuovo partenariato Europa-Africa adottato in commissione Sviluppo al Parlamento europeo, giovedì 28 gennaio.

L’iniziativa è nata da un gruppo di parlamentari secondo cui l’Unione europea dovrebbe uscire da un ruolo tendente al dirigismo e cooperare invece alla pari con i Paesi africani, si apprende dal testo approvato (con una maggioranza di 20 favorevoli e 3 contrari). Il rapporto dovrebbe essere formalmente adottato durante la sessione plenaria di marzo del Parlamento, con la funzione di alimentare i colloqui tra la Commissione e l’Unione africana.

“Europa e Africa hanno bisogno l’una dell’altra” ha detto l’europarlamentare Chrysoula Zacharopoulou, redattrice del rapporto. “Un partenariato nuovo e paritario deve riflettere questo”, ha aggiunto la deputata centrista francese. Nella relazione sul nuovo partenariato (che ha subito battute d’arresto nel 2020 a causa del Covid-19), la commissione per lo Sviluppo ha chiesto che nel prossimo bilancio siano destinati sostanziosi fondi in sostegno alla politica estera dell’Ue.

Con uno stanziamento pari a 70,8 miliardi di euro, lo Strumento di vicinato, sviluppo e cooperazione internazionale dell’Ue (Ndici 2021-2027), è destinato a sostenere lo sviluppo sostenibile in Africa, Asia, Americhe, Pacifico e Caraibi.

Tuttavia, i deputati chiedono un sostegno finanziario e tecnico a lungo termine dell’Ue per i paesi africani incentrato su: promozione e adattamento delle misure in difesa del clima; sostegno all’integrazione regionale africana per aiutare a ridurre la dipendenza dalle importazioni estere; sostegno alla nuova area continentale africana di libero scambio lanciata a gennaio 2021.

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“La pandemia Covid-19 evidenzia drammaticamente l’urgente necessità di sviluppare un nuovo partenariato sostenibile e reciprocamente vantaggioso tra l’Ue e l’Africa”, ha detto Udo Bullmann dei Socialisti e Democratici (S&D), coordinatore nella commissione Sviluppo, aggiungendo che “alla luce del prossimo vertice Ue-Unione africana, l’approvazione della strategia per l’Africa da parte della Commissione segna un importante passo avanti in questa direzione”.

Il documento strategico della Commissione europea dello scorso marzo, che definisce le sue posizioni in materia, ha promesso di “costruire un futuro più prospero, più pacifico e più sostenibile per tutti”, intorno a cinque proposte di partnership su energia, digitalizzazione, investimenti interni, pace e migrazione.

Quello che ancora manca è il documento con la posizione dell’Unione africana circa l’agenda del partenariato, ma i funzionari dell’Ua hanno detto che si riserveranno di trovare migliori condizioni commerciali con l’Ue che, tuttavia, sembra essere più concentrata sull’esportazione delle politiche ambientali ed economiche dell’European Green deal.

Finora, però, pare siano stati pochi i segnali dalla direzione Sviluppo della Commissione (Dg Devco), conduttrice dei colloqui, riguardante il miglioramento dell’offerta Ue sul commercio, oltre agli scambi senza dazi o senza altre quote commerciali, per i paesi più poveri nell’ambito dell’iniziativa ‘Anything but Arms’.

Gli orientamenti della presidenza portoghese

La presidenza Ue del Portogallo punta al rafforzamento dei rapporti politici con l’Africa. Sul finire del 2020 ci sono state alcune critiche da parte dei diplomatici africani sul fatto che l’Unione europea stia cercando di “dettare i termini del partenariato”. Per questo motivo il presidente sudafricano Ramaphosa, presidente dell’Ua, aveva fatto saltare il vertice dello scorso dicembre.

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La decisione sarebbe stata presa dal leader dell’Unione africana e presidente del Sudafrica Ramaphosa. Sullo sfondo, dicono a Bruxelles, la “frustrazione” africana circa la scarsa considerazione dell’Europa nell’ambito del partenariato.

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I portoghesi a Bruxelles stanno seguendo alcune delle questioni più scottanti, come la crescente attività jihadista nel nord del Mozambico. Ad anticipare su eventuali azioni nella ex colonia di Lisbona, sempre nella giornata di giovedì, è stato il ministro della Difesa portoghese Joao Cravinho, intervenuto davanti alla commissione Difesa del Parlamento europeo, dopo che il ministro degli Esteri Augusto Santos Silva, la settimana scorsa, si è recato a Maputo per conto dell’Ue. Per il Mozambico si parla di una possibile missione militare di formazione e addestramento, in linea con quelle sotto l’egida di Bruxelles in Mali, Repubblica Centrafricana e Somalia.

Spostandosi sul fronte del Tigrè, insanguinato dalla guerra con il governo centrale di Addis Abeba, l’alto commissario Ue Josep Borrell ha conferito l’incarico a Pekka Haavisto, ministro degli Esteri della Finlandia, per sondare la situazione del conflitto nella regione e sull’area del Corno d’Africa, per informare poi i colleghi al Consiglio dei ministri degli Esteri del prossimo fine febbraio.

Inoltre, nei giorni scorsi L’Ue ha lanciato il primo progetto pilota di sicurezza marittima (Cmp, Coordinated Marine Presences) per un’operazione al largo delle coste nel Golfo di Guinea, in Africa Occidentale, una delle aree marittime più soggette alla pirateria.