L’Ucraina preme per entrare nell’Unione europea

Il ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba, 9 giugno 2021. EPA-EFE/JOHN MACDOUGALL

Nel giorno del trentesimo anniversario dell’indipendenza del Paese dall’Urss, il governo ucraino pone all’ordine del giorno il tema dell’ingresso nell’Ue.

I 30 anni di indipendenza dall’Unione sovietica, celebrati il 24 agosto, sono stati festeggiati dall’Ucraina in modo sontuoso, con una parata militare e festeggiamenti di massa nella capitale Kiev e con una chiara connotazione politico-strategica: reclamare i territori annessi dalla Russia e ribadire la vicinanza alla Nato e all’Ue.

Circa 5.000 uomini hanno sfilato lungo Central street a Kiev, con carri armati, veicoli corazzati per il personale, missili e unità di sistemi di difesa aerea. Un segnale diretto a Mosca che ha annesso la Crimea nel 2014 e da allora sostiene un’insurrezione separatista nell’Ucraina orientale.

Di fronte a migliaia di persone riunite in piazza Maidan, il presidente Volodymyr Zelenskiy ha detto che un’Ucraina forte è “un paese che sogna ambiziosamente e agisce con decisione”, che “non avrà bisogno di chiedere un invito, perché altri lo inviteranno”, ha affermato rispetto alla candidatura ad entrare nell’Ue.

Che l’Ucraina punti ad entrare nella Nato e nell’Ue non è un mistero. Durante le celebrazioni a Kiev è risuonato anche l’Inno alla Gioia.

Sembra forse più cauto del presidente Zelenskiy il ministro degli Esteri, Dmytro Kuleba, che ha lanciato un appello all’Ue, perché attui politiche ambiziose nei confronti della Russia e perché decida di accogliere la candidatura dell’Ucraina.

“Il problema dell’Unione europea è che sta annegando nelle sue paure e nei suoi problemi interni”, ha detto Kuleba a Politico, anziché “mobilitare quante più risorse possibili nella competizione globale” con Usa e Cina.

Come parte di questa strategia, l’Ue dovrebbe aprire le porte a Ucraina, Moldavia, Georgia, anche senza fissare una scadenza specifica per l’ingresso, ma dando un messaggio chiaro che oltre a Kiev, Chișinău, Tbilisi, arriverebbe anche a Mosca.

Piattaforma Crimea: i leader internazionali rinnovano il loro sostegno all'Ucraina

Al vertice della ‘Piattaforma Crimea’ sono stati riaffermati gli impegni per il ritorno della regione sotto il controllo ucraino a circa sette anni e mezzo dall’occupazione della Russia.

Parlando al primo vertice della Piattaforma Crimea, il presidente Volodymyr Zelensky ha giurato …

Intanto il primo successo del governo ucraino è stato incassato al vertice della ‘Piattaforma Crimea’ durante il quale gli alti funzionari di 46 paesi, tra cui tutta l’Unione europea e ciascuno dei 30 membri della Nato, Stati Uniti compresi, hanno riaffermato gli impegni per il ritorno della regione sotto il controllo ucraino a circa sette anni e mezzo dall’occupazione della Russia.

Anche se l’assenza di Angela Merkel e di Emmanuel Macron al vertice prima e alla parata militare poi, non è stata molto apprezzata e ha fatto un po’ di ‘rumore’ nei corridoi degli ambienti internazionali.