La disputa Sofia-Skopje ostacola l’ingresso dei Balcani occidentali nell’Ue. Borrell: “Un regalo alla Russia”

L'Alto rappresentante per gli Affari esteri dell'Unione europea Josep Borrell in una foto d'archivio del 16 settembre 2021. [EPA-EFE/OLIVIER HOSLET]

L’Alto Rappresentante per gli Affari Esteri dell’Ue, Josep Borrell, ha messo pressione a Sofia lunedì (16 maggio), affinché rimuova il veto posto sull’adesione della Macedonia del Nord all’Unione Europea. Il via libera della Bulgaria consentirebbe l’avvio dei negoziati di adesione. La mancanza di un accordo, secondo Borrell, è un regalo fatto alla Russia.

Per ragioni in larga parte radicate nel passato, oltre che per questioni culturali e linguistiche, Sofia si è messa di traverso al percorso di adesione all’Ue di Skopje. Tuttavia, dal momento che la procedura di adesione della Macedonia del Nord è legata a quella dell’Albania, il veto della Bulgaria fa sì che i due Paesi si trovino bloccati in una sala d’attesa senza apparente via di uscita.

“Questa situazione non danneggia solo loro, ma anche noi. Sta costando troppo a noi e ai Balcani Occidentali in termini di credibilità e prospettiva politica. È un regalo alla Russia”, ha dichiarato Borrell dopo il pranzo con i Ministri della regione, tenuto a margine del Consiglio Affari Esteri dell’Ue, incentrato principalmente sul sesto pacchetto di sanzioni contro la Russia.

Borrell ha affermato che il Consiglio dell’Ue ha l’ambizione di trovare una soluzione e di “evitare una crisi” prima della fine della Presidenza francese, il 30 giugno. Se la situazione non dovesse sbloccarsi entro poco più di un mese, si potrebbe aprire una “grave crisi” con i Paesi dei Balcani occidentali. A suo dire, ulteriori ritardi non sono nell’interesse di Skopje e Tirana, né dei Paesi dell’Ue.

“Voglio sottolineare e ribadire il mio impegno personale, in qualità di Alto rappresentante per la politica estera, ad avviare i negoziati con la Macedonia del Nord e l’Albania. E mi auguro che ciò avvenga durante la Presidenza francese”, ha detto, aggiungendo che “l’insostenibilità di ogni ritardo è sotto gli occhi di tutti”.

Borrell ha elogiato i Paesi dei Balcani occidentali che si sono adeguati alle sanzioni europee contro la Russia e ha invitato gli altri, in particolare la Serbia, a fare lo stesso. La Serbia, che ha coltivato una relazione preferenziale con la Russia, soprattutto dopo la guerra del Kosovo del 1999, ha scelto di non allinearsi alle sanzioni dell’Ue. L’Alto Rappresentante dell’Ue ha negato l’esistenza di un nesso tra i colloqui con Skopje e Tirana e la questione della candidatura dell’Ucraina all’Ue.

Ragioni storiche della disputa Sofia-Skopje

Le ragioni delle tensioni tra Bulgaria e Macedonia del Nord risalgono a molti anni fa. In particolare, a quando la Serbia e la Bulgaria si contendevano il territorio macedone. Sui rapporti pesa anche l’eredità delle politiche del leader dell’ex-Yugoslavia, Josip Broz detto ‘Tito’, che avevano un orientamento ostile ai bulgari.

I cittadini della Macedonia del Nord mantengono un’identità, una lingua e una storia della nazione che, a parer loro, la Bulgaria non rispetta né riconosce. Sofia insiste sul fatto che una lingua o un’identità macedone a sé non esistevano prima della Seconda Guerra Mondiale.

Molti bulgari di etnia macedone hanno lamentato discriminazioni da parte delle autorità del Paese. Secondo quanto riferito, 120.000 macedoni possiedono passaporti bulgari, molti dei quali sono stati ottenuti dopo l’adesione della Bulgaria all’Ue nel 2007.

La Macedonia del Nord sostiene inoltre l’esistenza di una minoranza macedone in Bulgaria, non ufficialmente riconosciuta dalle autorità di Sofia, nonostante la Corte europea dei diritti dell’uomo si sia pronunciata sulla questione ben 14 volte.

La Bulgaria teme che queste questioni restino irrisolte una volta che la Macedonia del Nord diventerà membro dell’Ue. La Macedonia del Nord teme che, se in questa fase fa delle concessioni alla Bulgaria, continuerà a doverle fare durante i negoziati, senza che le sue preoccupazioni vengano tenute in considerazione.

Skopje preme per l’avvio di un processo di adesione all’Ue, per la risoluzione dei nodi ancora in essere durante le fasi di avvicinamento e per il riconoscimento dell’identità nord-macedone.

Ma la Bulgaria non è d’accordo. Sofia vorrebbe che la Macedonia del Nord prima cambiasse la propria costituzione, includendo il riconoscimento della minoranza bulgara. Tuttavia, le modifiche costituzionali richiedono un percorso difficile e anche molto lungo.