Georgia, Moldavia e Ucraina fanno squadra per rafforzare il percorso di adesione all’Ue

Da sinistra a destra: Zalkaliani, Kuleba, Ciocoi, rispettivamente ministri degli Esteri di Georgia, Ucraina e Moldavia a Kiev, il 17 maggio 2021. [Twitter/Dmytro Kuleba]

Le tre ex repubbliche sovietiche, durante una riunione dei loro ministri degli Esteri a Kiev, hanno formalizzato un accordo di cooperazione per rendere più solido il cammino di integrazione europea.

Si irrobustisce il percorso di adesione all’Unione europea per Georgia, Moldavia ed Ucraina, dopo aver stipulato un trattato di associazione che unisce le forze delle tre ex repubbliche sovietiche che ambiscono ad entrare in Europa.

“Ucraina, Georgia e Moldavia sono ora ufficialmente il trio associato – ha scritto su Twitter il ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba, che ha postato alcune foto insieme ai suoi omologhi: il georgiano David Zalkaliani e il moldavo Aureliu Ciocoi -. Oggi, uniamo le forze per il nostro percorso di integrazione europea in questo nuovo formato stabilito a Kiev”.

Come spiega Euractiv.com, il titolare della diplomazia di Kiev, nella conferenza stampa con i giornalisti di lunedì 17 maggio, ha lanciato un chiaro segnale: “Non c’è alternativa all’integrazione europea per i nostri tre paesi, e non c’è alternativa anche per l’Europa, perché devono percepire i nostri tre paesi come un progetto serio per garantire la pace e la prosperità in Europa”.

Ucraina, Georgia e Moldavia, in diverse occasioni, hanno dichiarato pubblicamente che il loro obiettivo è quello di diventare membri dell’Ue e hanno già sottoscritto accordi di associazione con l’Unione.

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Gli altri tre paesi all’interno del partenariato orientale dell’Ue non hanno piani del genere: la Bielorussia e l’Armenia hanno aderito all’Unione economica eurasiatica guidata dalla Russia, mentre l’Azerbaigian, ricco di combustibili fossili, cerca di mantenere equidistanza sia dalla Russia e che dagli Stati Uniti, intensificando il suo ruolo nell’orbita della Turchia, che cerca a sua volta di ritagliarsi un ruolo di potenza regionale tra Caucaso, mar Nero e Mediterraneo orientale.

L’Ucraina spinge per una cooperazione rafforzata dal 2019, Bruxelles però ha sempre risposto con freddezza, temendo che i maggiori vantaggi possano irritare gli altri tre partner orientali sopracitati.

Ma all’interno delle istituzioni europee il Partito popolare europeo, insieme all’eurodeputato lituano ed ex primo ministro Andrius Kubilius, il cui paese ha profondi legami diplomatici con le tre nazioni e spesso sostiene la loro integrazione nell’Ue, hanno sostenuto le ragioni delle ex repubbliche aderenti all’Urss oggi determinate ad entrare in Europa.

Tuttavia, sembra che la recente crisi politica in Georgia e la pressione militare del Cremlino sul confine ucraino, così come la situazione in Bielorussia e l’aumento dell’influenza russa nel Caucaso orientale, abbiano influenzato le posizioni delle capitali europee.

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Euractiv.com riporta che un funzionario Ue, nel marzo scorso, ha raccontato che la Commissione europea riceve sempre più spesso richieste di un approccio più mirato verso Ucraina, Moldavia e Georgia. Il tema dunque è in discussione, ma resta da vedere se e come il ramo diplomatico dell’Ue, il Servizio europeo di azione esterna, accoglierà l’idea.

“Tutti i nostri vicini sono sovrani e indipendenti – ha detto un portavoce a Euractiv.com in una corrispondenza via e-mail – . Rispettiamo le loro scelte, le loro priorità di politica estera e i loro obiettivi strategici, tra cui l’istituzione tra loro di un memorandum sulla cooperazione rafforzata sull’integrazione europea”. L’Ue è impegnata a rafforzare l’associazione politica e l’integrazione economica “rispettivamente con ciascuno di loro”, ha aggiunto. “Siamo concentrati sulla piena attuazione dei nostri rispettivi accordi di associazione, al fine di sfruttare al massimo le opportunità che essi offrono”.

I leader dell’Ue si incontreranno con le loro controparti della regione durante il vertice del partenariato orientale, previsto per la fine di quest’anno, dopo un incontro virtuale dello scorso giugno, che ha cercato di riaffermare il partenariato strategico, ma ha prodotto pochi risultati.

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L’incontro di Kiev ha avuto luogo alla vigilia di una cena (tenutasi martedì scorso) con i leader dei paesi dei Balcani occidentali a Bruxelles, organizzata dall’alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza comune dell’Ue Josep Borrell.

Anche Serbia, Montenegro, Macedonia del Nord, Bosnia Erzegovina e Albania, sono in corsa per una futura adesione all’Ue, ma possiamo dire che godono di uno status, nei rapporti con l’Unione, di futuri membri. Su Ucraina, Moldavia e Georgia c’è un inferiore livello di ambizione da parte dell’Ue, anche se i tre paesi si sentono pronti per l’adesione.

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Georgia, Moldavia e Ucraina, da quando più di dieci anni fa è stato lanciato il Partenariato, hanno incrementato le proprie relazioni con l’Ue e diversi obiettivi dichiarati sono stati raggiunti. In questi anni sono stati realizzati accordi di associazione, zone di libero scambio, regimi di esenzione dal visto e la rete di contatti commerciali e interpersonali è cresciuta enormemente.

Anche la sicurezza energetica, legata a livello di infrastrutture alla Russia, è migliorata dopo i contributi dell’Ue sul fronte finanziario, infrastrutturale e legislativo. L’Unione europea rappresenta il primo (o il secondo) partner commerciale di tutti i Paesi del Partenariato, mentre a loro volta le sei nazioni costituiscono il decimo partner per l’Ue.