Georgia, 120 mila persone in piazza a sostegno della candidatura all’Ue

La 'Marcia per l'Europa' nelle strade di Tbilisi, in Georgia. [EPA-EFE/ZURAB KURTSIKIDZE]

120 mila persone sono scese in piazza lunedì 20 giugno in Georgia per manifestare a sostegno della candidatura all’Ue, dopo che venerdì scorso la Commissione aveva consigliato di posticiparla.

I manifestanti hanno invaso le strade della capitale Tbilisi nella sera di lunedì 20 giugno imbracciando bandiere georgiane, ucraine e dell’Unione europea in quella che è stata la più grande manifestazione nel Paese, raccogliendo almeno 120 mila persone.

Alla ‘Marcia per l’Europa’, come è stata definita, si sono visti numerosi segnali con scritto ‘Noi siamo Europa’, mentre l’inno europeo, l’Inno alla Gioia di Beethoven, è stato suonato durante la manifestazione, proposta dai principali gruppi pro-democratici del Paese ma sostenuta anche da tutta l’opposizione.

“L’Europa è una scelta storica e un’aspirazione dei georgiani, per cui tutte le generazioni hanno fatto sacrifici”, hanno scritto su Facebook gli organizzatori della manifestazione. Gli organizzatori hanno annunciato un altro ritrovo per venerdì e il lancio di un “nuovo movimento popolare” che includerà i partiti dell’opposizione ma sarà guidato da attivisti civili.

“Formuleremo le nostre richieste al governo e se le disattenderà, la forza di una resistenza non violenta spazzerà via tutti quelli che intendono far deragliare le aspirazioni europee della Georgia”, ha dichiarato l’attivista Shota Digmelashvili, uno degli organizzatori.

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Prospettiva europea

Le voci dei manifestanti, raccolte da Afp, esprimono la volontà dei georgiani di prendere una chiara posizione pro-europea. Inoltre, secondo molti, non concedere lo status di candidato lascerebbe il Paese nella sfera di influenza della Russia e la esporrebbe a un attacco diretto.

La volontà di Tbilisi di entrare nell’Ue e nella Nato infastidisce da tempo Mosca, con le tensioni che sono culminate con l’invasione in piena regola del 2008. La Commissione europea ha raccomandato venerdì 17 giugno che il Consiglio europeo garantisca lo status di candidato a Ucraina e Moldavia, ma ha detto che “controllerà nuovamente prima della fine del 2022 per vedere se la Georgia rispetta le condizioni prima di concederle lo status”.

Tuttavia, la Commissione ha raccomandato di concedere a Tbilisi la “prospettiva europea”, definita dalla presidente Ursula von der Leyen “un grande passo avanti” verso l’adesione. “La porta è spalancata: prima saranno attuate le riforme richieste, prima ci saranno progressi”, ha fatto sapere.

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Superamento dell’oligarchia

Il partito di governo ‘Sogno georgiano’ ha fatto sapere di essere “deluso” dal fatto che il Paese non ha ricevuto lo status di candidato insieme a Ucraina e Moldavia. Tuttavia, venerdì 17 giugno il primo ministro Irakli Garibashvili ha accolto positivamente “la decisione storica di garantire alla Georgia la prospettiva europea” e ha promesso di lavorare con Bruxelles per “implementare tutte le richieste e ottenere lo status di candidato”.

Il governo attuale è stato colpito da diverse critiche a livello internazionale per il livello di democrazia nel Paese, un fatto che ha danneggiato i suoi rapporti con Bruxelles. La Commissione Ue ha spiegato che tra le condizioni che Tbilisi dovrà rispettare per ricevere lo status di candidato vi sono la fine della polarizzazione politica, progressi sulla libertà dei media, riforme giudiziarie ed elettorali e il superamento dell’oligarchia.

Questo mese il Parlamento europeo aveva approvato una risoluzione non vincolante con cui chiedeva all’Ue di imporre sanzioni sull’uomo più ricco della Georgia, Bidzina Ivanishvili, per il suo “ruolo distruttivo” nella politica e nell’economia del Paese.

L’Ucraina, la Georgia e la Moldavia hanno firmato accordi di associazione con l’Ue per l’avvicinamento economico e politico. Gli accordi prevedono anche accordi di libero scambio, nonché l’esenzione dal visto per i loro cittadini per un breve soggiorno nell’area Schengen. Ma non danno alcuna garanzia di un’eventuale adesione.