Commissione, sciolte le riserve sulle domande di adesione all’Ue. Von der Leyen: “A Ucraina e Moldavia status di Paesi candidati”

La Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen durante la conferenza stampa sui pareri della Commissione sulle domande di adesione all'Ue di Ucraina, Moldavia e Georgia. [EPA-EFE/OLIVIER HOSLET]

La Commissione europea, venerdì (17 giugno) ha adottato una raccomandazione con cui chiede al Consiglio di assegnare all’Ucraina e alla Moldavia lo status di Paesi candidati all’Ue. Lo ha annunciato in conferenza stampa la Presidente dell’esecutivo europeo, Ursula von der Leyen, in seguito alla riunione del collegio dei Commissari. Riunione da cui è emerso che Bruxelles desidera dare una prospettiva anche alla Georgia, che però deve ancora lavorare per raggiungere i criteri richiesti dall’Ue.

La Commissione ha reso nota la sua posizione in merito alla domanda di adesione dei 3 Paesi, in particolare l’Ucraina. E l’ha fatto nel giorno successivo alla storica visita dei leader di Italia, Francia e Germania a Kiev, occasione in cui Draghi, Macron e Scholz hanno lanciato un importante messaggio di apertura alla concessione immediata dello status ufficiale di candidato Ue all’Ucraina.

“L’Ucraina ha chiaramente dimostrato l’aspirazione e l’impegno del Paese di essere all’altezza degli standard europei. È una democrazia parlamentare molto solida, che vanta un’amministrazione eccellente e ha mostrato che, prima dell’inizio della guerra, aveva un deficit solido e aveva compiuto alcuni passi importanti per diventare un’economia di mercato”, ha spiegato la Presidente della Commissione nell’annunciare la raccomandazione al Consiglio europeo, mentre indossava i colori dell’Ucraina (un blazer giallo su una camicia blu).

Il Paese guidato da Volodymyr Zelensky ha compilato i questionari di adesione all’Ue pochi giorni dopo l’inizio dell’invasione russa, avvenuta il 24 febbraio. Georgia e la Moldavia avevano seguito il suo l’esempio poco dopo, temendo future aggressioni o tentativi di influenza da parte di Mosca.

Sì alla Moldavia, per la Georgia serve tempo

Bruxelles ha però posto la clausola dell’avvio di un pacchetto di riforme a da parte del governo di Kyiv. “Zelensky ci ha riferito che, anche percorso europeo a parte, le riforme sono necessarie. Sull’Ucraina abbiamo un messaggio chiaro: si merita una prospettiva europea e deve ottenere lo status di candidato tenendo presente che c’è ancora da lavorare. Il popolo ucraino ha mostrato si essere pronto a morire per il sogno europeo”, ha detto ancora la Presidente della Commissione.

La Commissione ha anche raccomandato di concedere alla Moldavia lo status di candidato, a condizione che il Paese attui le riforme, e alla Georgia, previa valutazione del rispetto delle condizioni necessarie per ottenere lo status di candidato. “Raccomandiamo al Consiglio europeo di concedere una prospettiva europea alla Georgia, ma di valutare se il Paese rispetta una serie di condizioni prima di concedergli lo status di candidato”, ha detto Ursula von der Leyen.

La risposta dell’Ucraina 

“È una giornata davvero storica. L’Ucraina ha sentito contemporaneamente il sostegno di quattro potenti Stati europei. E in particolare il sostegno al nostro movimento verso l’Unione Europea”, ha scritto su Telegram il Presidente ucraino Volodymyr Zelensky, dopo esser venuto a conoscenza della raccomandazione della Commissione al Consiglio Ue. “Tutti i leader conoscono le ragioni per cui i negoziati per porre fine alla guerra non sono in corso. Esclusivamente a causa della posizione della Russia, che sta cercando di intimidire tutti in Europa, continuando la distruzione del nostro Stato. Non vogliono cercare una via per la pace. Continueremo a combattere fino a quando non garantiremo al nostro Stato la piena sicurezza e integrità territoriale”, ha aggiunto Zelensky.

Anche se il percorso di avvicinamento al blocco europeo procede, restano ancora alcuni passi importanti da compiere prima dell’ingresso dell’Ucraina in Europa, come ricordato da Von der Leyen. “Ad esempio sulla Stato di diritto, sulla giustizia, sulla lotta alla corruzione e sulla rimozione del potere degli oligarchi sull’economia”, ha precisato, tracciando la linea delle riforme che Kyiv dovrà avviare.