Adesione dei Balcani occidentali all’Ue, Scholz: “È in cima all’agenda del governo tedesco”

Il cancelliere Scholz mentre parla al Bundestag il 19 maggio 2022 [EPA-EFE/OMER MESSINGER]

Dopo il veto bulgaro contro la Macedonia del Nord e in vista del vertice di giugno, il Cancelliere parla di “questione di credibilità e razionalità geostrategica dell’Unione europea”.

Il percorso di adesione dei Balcani occidentali per entrare nell’Unione europea è una priorità della Germania che sta dando accelerazione ad un dibattito pieno di dubbi e contrarietà, non per ultimo il veto della Bulgaria contro l’ingresso della Macedonia del Nord.

Non è una novità che Berlino abbia a cuore la cosa. Storicamente interessata alla stabilizzazione dell’area, già teatro delle guerre degli anni ’90, Berlino si sta concentrando nella corsa geopolitica con la Russia che ha storiche entrature nella regione e che ambisce ad una maggiore influenza. Scholz fece riferimento a questo già nel suo discorso di insediamento dopo l’elezione a Cancelliere dello scorso anno.

La decisione poi del Cremlino di invadere l’Ucraina e dare il via alla guerra, non ha fatto altro che rendere ancora più stringente una questione che nell’ultimo decennio ha abbandonato lo slancio dei primi anni del Duemila che portò all’ingresso di due delle ex repubbliche socialiste jugoslave: Slovenia e Croazia.

In una conferenza stampa tenutasi nella serata di giovedì 19 maggio all’Aia, insieme al primo ministro olandese Mark Rutte, il cancelliere tedesco ha dichiarato che “il successo dell’integrazione nell’Ue dei nostri partner nei Balcani occidentali è nell’interesse stesso dell’Unione europea”.

“Ecco perché è in cima all’agenda politica del governo tedesco”, ha affermato Scholz, aggiungendo che l’integrazione dei Balcani occidentali sarebbe una “questione di credibilità e razionalità geostrategica dell’Unione europea”, poiché essa riguarda “la nostra stessa sicurezza, che non può essere raggiunta senza una stabilità dei Balcani occidentali europei”, aveva già detto nella giornata di giovedì al Bundestag.

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L’Alto Rappresentante per gli Affari Esteri dell’Ue, Josep Borrell, ha messo pressione a Sofia lunedì (16 maggio), affinché rimuova il veto posto sull’adesione della Macedonia del Nord all’Unione Europea. Il via libera della Bulgaria consentirebbe l’avvio dei negoziati di adesione. …

Durante la conferenza stampa, Scholz ha fatto riferimento in particolare all’adesione della Macedonia del Nord e dell’Albania. “Penso che i negoziati di adesione con l’Albania e la Macedonia del Nord, che erano stati promessi due anni fa, dovrebbero ora poter iniziare”.

Sebbene entrambi i paesi siano candidati ufficiali all’adesione all’Ue, i negoziati si sono bloccati a causa del veto della Bulgaria, che è in contrasto con la Macedonia del Nord per motivi storici e culturali. Scholz ha sottolineato che l’Ue ora deve fornire risultati nei confronti dei Balcani occidentali e che si sta impegnando a rimuovere gli ultimi ostacoli.

Il ministro di Stato tedesco per l’Europa e il clima, Anna Lührmann, si è recata lo scorso lunedì in Bulgaria, dove ha discusso, tra le altre cose, dell’integrazione nell’Ue dei Balcani occidentali con la controparte bulgara. In vista del vertice Ue-Balcani occidentali di giugno, Scholz ha in programma di visitare la regione per fare pressioni.

Le ambizioni tedesche di rilanciare e accelerare il processo di adesione nei Balcani occidentali sono fortemente sostenute anche dai Paesi Bassi. “Stiamo tutti cercando insieme nell’Unione europea di fare tutto ciò che è in nostro potere per garantire che i Balcani occidentali rimangano stabili e che troviamo una soluzione ai problemi che esistono lì, in particolare per quanto riguarda la Macedonia del Nord e la Bulgaria”, ha dichiarato il primo ministro olandese Rutte.

“Questo è possibile solo se la Germania assume davvero un ruolo di primo piano qui”, ha sottolineato Rutte, aggiungendo che accoglie con favore l’iniziativa tedesca.