Metsola: il processo di integrazione dell’Ucraina nell’UE può partire subito

La presidente del parlamento europeo ritiene che esistano già iniziative legislative e finanziarie specifiche che possono essere attuate immediatamente, al di fuori del processo di allargamento, che possono aiutare "il percorso di futura adesione". [Parlamento europeo]

L’UE dovrebbe aprire le sue porte all’Ucraina, facilitando l’accesso immediato a commercio, programmi, finanziamenti, trasporti, movimento e altro, ha dichiarato a EURACTIV la presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola in un’intervista esclusiva.

Alla domanda di EURACTIV di quale sia la sua opinione sulla candidatura dell’Ucraina all’adesione, Metsola ha risposto chiaramente che molte cose possono essere fatte oggi “senza aspettare la firma finale dell’accordo di adesione all’UE”.

“Facciamo rapidamente [i] prossimi passi. In altre parole, aprire e dare all’Ucraina accesso ad accordi commerciali più integrati, più accesso ai nostri programmi, quando si discuterà della ricostruzione, accesso a fondi strutturali e di coesione; dal punto di vista dei trasporti, [snellire] la circolazione transfrontaliera; da una prospettiva digitale, [mantenendola] parte della rete di roaming”, ha affermato Metsola.

La sfida principale, ha aggiunto, risiede nel modo in cui si passa dall’aiuto a un paese in guerra al suo accoglimento come candidato all’eventuale adesione all’UE. “C’è un divario tra questi due aspetti. Molte cose devono essere fatte”, ha detto.

“Ricordo l’ingresso del mio paese. Ci è voluto molto tempo prima che passassimo dalla domanda all’adesione”, ha detto Metsola.

La domanda formale di Malta per aderire all’UE è stata presentata nel 1990 e approvata nel 1993. Il processo di adesione è stato interrotto a causa di un cambio di governo nel 1996, ma è ripreso nuovamente nel 1998. Nel 2003 si è tenuto un referendum sull’adesione all’UE con esito positivo, e nel 2004 Malta è diventata formalmente un paese dell’UE.

“Combattere la nostra guerra”

Metsola ritiene che esistano già iniziative legislative e finanziarie specifiche che possono essere attuate immediatamente, al di fuori del processo di allargamento, che possono aiutare “il percorso di futura adesione” dell’Ucraina.

Inoltre, la presidente è stata chiara sul fatto che, come dice l’UE, Kiev “sta combattendo la nostra guerra”, il che significa che l’Unione dovrebbe “dare il benvenuto a te [Ucraina] oggi, non domani – per avere accesso ai diritti e alle protezioni che già abbiamo”.

Sull’allargamento, Metsola pensa che ci sia una “discussione in corso” che si svilupperà ulteriormente, e che la Presidenza francese del Consiglio dell’UE è interessata a portarla avanti.

Lunedì 9 maggio Macron ha lanciato una proposta alternativa all’allargamento che vedrebbe i Balcani occidentali, l’Ucraina, la Moldova, la Georgia e persino il Regno Unito entrare a far parte di una comunità politica europea, godendo di un coinvolgimento più stretto su questioni comuni.

Il momento per discutere questa proposta e dell’allargamento nel suo insieme sarà durante il prossimo Consiglio europeo di fine giugno, ha affermato Metsola, aggiungendo che sarà un’occasione per l’UE per “cogliere questo momento e inviare un messaggio alle popolazioni di quei paesi, che non diamo loro le spalle”.

Conferenza sul futuro dell’Europa, Macron propone soluzioni alternative all’allargamento Ue

Il presidente francese Emmanuel Macron ha proposto lunedì 9 maggio una nuova “comunità europea politica” che permetta all’Ucraina e ai Paesi extra-Ue di essere maggiormente coinvolti nell’Unione.

Parlando di fronte al Parlamento europeo di Strasburgo, Macron ha dichiarato che un passo …

La CoFoE e la Convenzione

Passando alla Conferenza sul futuro dell’Europa (CoFoE), il primo esperimento di democrazia deliberativa dell’UE conclusosi proprio il 9 maggio, Metsola ha parlato dell’importanza di un “approccio dal basso” verso le politiche che coinvolgono i cittadini.

La presidente ha detto che pensa che la conferenza possa aiutare ad alleviare la disaffezione dei cittadini che sono diventati disinteressati e disillusi dalla politica. Questo fenomeno, ha osservato, è aumentato negli ultimi anni, come dimostrano le “diminuzioni dell’affluenza alle urne” e l’aumento delle forze politiche “estreme” a livello nazionale.

Ha affermato che il Parlamento europeo è stato la “forza trainante” della conferenza e, nonostante lo “scetticismo iniziale” sulla “fattibilità di organizzare qualcosa di questa portata”, era tangibile la sensazione che “qualcosa fosse stato realizzato”.

I cittadini coinvolti nella CoFoE hanno chiesto importanti riforme e armonizzazioni a livello dell’UE, in particolare in materia di salute, ambiente, migrazione e politica estera. Ciò richiederebbe il trasferimento delle competenze degli Stati membri all’UE attraverso la modifica dei trattati.

“Dobbiamo andare verso una convenzione, l’ho annunciato durante la cerimonia di chiusura e la Commissione l’ha approvata. Ciò significa che una volta attivato il meccanismo, abbiamo bisogno di una maggioranza semplice da parte del Consiglio, ma sono ottimista sul fatto che ciò accadrà”, ha detto Metsola a EURACTIV.

A seguito dell’esito della conferenza, il Parlamento ha chiesto alla commissione per gli affari costituzionali di elaborare proposte di riforma dei Trattati dell’UE, che avverrebbe attraverso una Convenzione in linea con l’articolo 48 del Trattato sull’Unione europea.

Riforma dei trattati, 13 paesi dell'Ue dichiarano la loro opposizione

Quasi metà dei paesi membri dell’Ue si oppone all’avvio di una procedura promossa dal Parlamento Europeo per cambiare i trattati che regolano il funzionamento dell’Unione, secondo un documento congiunto che è stato reso noto lunedì 9 maggio, nel giorno della …

Diritti delle donne

I cittadini coinvolti nella conferenza hanno presentato 49 proposte che le istituzioni dell’UE elaboreranno per implementarle nel processo decisionale dell’UE. Molte di queste riguardano i diritti delle donne.

Una delle raccomandazioni chiede di facilitare la parità di accesso ai prodotti sanitari per le donne e alla contraccezione ormonale, e di armonizzare i “trattamenti di riproduzione medicalmente assistita per tutte le donne in tutti gli Stati membri”.

Attualmente, in alcuni stati membri gli articoli sanitari sono tassati come prodotti di lusso, e l’accesso alle cure riproduttive può essere ostacolato da costi elevati e limitazioni di disponibilità e ammissibilità.

Ad esempio, nel paese di origine di Metsola, l’aborto è illegale in tutte le circostanze, la pillola del giorno dopo non è ampiamente disponibile e la contraccezione è su prescrizione medica e può essere finanziariamente fuori portata per alcune.

Metsola ha detto a EURACTIV che “c’è già una posizione del Parlamento europeo” che spinge a garantire l’accesso ai prodotti sanitari femminili e alla contraccezione ormonale per “donne e ragazze che non vi hanno accesso”, aggirando la questione della fecondazione in vitro e dei metodi di congelamento degli ovociti.

“Quindi, alcuni paesi hanno già smesso di tassare i prodotti sanitari e i contraccettivi. Penso che sarebbe davvero un ‘incentivo’, diciamo, che potrebbe essere dato a tutti gli Stati membri”. Ha anche specificato che “per questo non c’è bisogno di una modifica del trattato, è qualcosa che potrebbe essere fatto” ora.

Crede invece nella necessità di “snellire, ovvero rendere comune l’accesso alla salute”. Ad esempio, lo scambio di dati sanitari tra gli Stati membri, che al momento non è possibile a causa di “preoccupazioni di privacy” e “ostacoli legali”.

Durante tutta l’intervista, Metsola è stata chiara sul fatto che, in termini di ascolto di ciò che vogliono i cittadini europei, nulla dovrebbe essere lasciato fuori dal tavolo.

“La mia posizione secondo cui tutto dovrebbe essere sul tavolo è genuina e rappresenta un’enorme maggioranza del parlamento europeo, che non vuole perdere questa opportunità”, ha affermato.