Quantitative Easing, Scholz: “L’operato della Bce è legittimo”

epa08515526 German Minister of Finance Olaf Scholz during a special session of the Bundestag parliament dealing with Corona Tax relief, in Berlin, Germany, 29 June 2020. EPA-EFE/OMER MESSINGER

Con i suoi programmi di acquisto dei titoli di Stato, la Banca centrale europea (Bce) ha rispettato il principio di proporzionalità, ha dichiarato il ministro delle finanze tedesco Olaf Scholz, ponendo fine al conflitto tra l’Eurotower e la Corte costituzionale tedesca.

La sentenza emessa dalla Corte di Karlsruhe lo scorso maggio aveva aveva dichiarato parzialmente incostituzionale il programma di acquisti lanciato da Draghi nel 2015. Ad essere dunque messa in discussione era la legittimità della politica monetaria della banca europea e di conseguenza la sua indipendenza.

La Corte costituzionale aveva dato alla Bce tre mesi di tempo per giustificare gli acquisti di titoli pubblici nell’ambito del Public Sector Purchase Programme (PSPP), altrimenti la Banca centrale tedesca avrebbe smesso di partecipare al programma stesso.

Poiché la Bundesbank è la più grande delle 19 banche centrali nazionali della zona euro e quindi la principale azionista della Bce, questo avrebbe sollevato dubbi persino sul futuro dei rapporti tra Germania ed Eurozona.

In una lettera del 26 giugno il ministro delle Finanze Olaf Scholz ha dichiarato al capo della Camera bassa del Bundestag, il Parlamento tedesco, che la Bce ha dimostrato “una proporzionalità plausibile rispetto al PSPP” e “pienamente conforme” ai requisiti della corte.

Il ministero nelle ultime settimane aveva esaminato i documenti relativi al PSPP e aveva avviato un fitto dialogo con Bce e Bundesbank, come riferisce lo stesso Scholz.

“A nostro avviso, la Bundesbank è autorizzata a partecipare al programma”, ha dunque affermato il ministro tedesco.

Nella sua sentenza del 5 maggio, la corte aveva contestato al governo e al Parlamento tedesco di aver accettato passivamente il programma di Francoforte, senza valutare la proporzionalità delle misure messe in campo.

I documenti inviati dalla Bce dimostrano che la banca aveva già tenuto conto di queste preoccupazioni nel 2015, ma aveva concluso che i benefici del Quantitative Easing erano superiori ai costi.

I documenti, etichettati come riservati prima di essere inviati al Bundestag, mostravano che i funzionari della Bce avevano qualche dubbio sul fatto di cedere alla principale domanda della Bundesbank di allora: far sì che ogni banca centrale nazionale si facesse carico del rischio dei titoli di Stato nazionali acquistati.

“Le percezioni di una debole coesione dell’Eurozona potrebbero scoraggiare i mercati e creare un contraccolpo che minerebbe l’efficacia dell’intero programma”, aveva precisato Francoforte.

Anche il Bundestag è pronto a dichiarare ufficialmente che la Bce ha soddisfatto i requisiti richiesti dalla Corte per la proporzionalità del PSPP. Il ministero delle finanze e il Parlamento dovrebbero quindi coordinare una risposta comune già entro la fine di questa settimana, conclude Scholz.