Next Generation Eu, le proposte di Leu per il piano italiano

Federico Fornaro , Presidente del Gruppo parlamentare "Liberi e Uguali" della Camera dei Deputati, con la Vice Presidente Rossella Muroni al Quirinale. EPA-EFE/ALESSANDRO DI MEO

Questo articolo fa parte dello Special Report Recovery Plan: le proposte di Pd, Italia Viva e LeU.

Le varie forze della maggioranza incontrano il Ministro Gualtieri e il Ministro Amendola per discutere nel dettaglio il piano nazionale per la ripresa e le resilienza, il piano italiano cioè per attuare il Recovery Plan. Le proposte del gruppo di Liberi e Uguali insistono su ambiente e Mezzogiorno.

Il primo punto descritto nel documento del gruppo di Liberi e Uguali che Euractiv ha avuto modo di visionare, quasi una premessa al testo, è la questione degli investimenti sulla sanità: i soli 9 miliardi attualmente previsti nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) sono largamente insufficienti. Leu chiede dunque uno sforzo aggiuntivo per spostare ulteriori risorse da indirizzare all’assistenza di prossimità (case della Comunità, Assistenza domiciliare e telemedicina, ospedali di comunità) e a servizi di integrazione socio sanitaria.

La transizione verde è al centro della strategia di Leu: secondo la delegazione è necessario e non più rinviabile l’aggiornamento e la revisione degli obiettivi del Pniec, in coerenza col processo di revisione in sede europea (Fit for 55 package). Il primo punto specifico in questo senso è una messa in questione della previsione della Realizzazione di un Hub per la decarbonizzazione con tecnologie Ccus (Carbon Capture Sequestration and Utilization) localizzato a Ravenna. Sul tema specifico dell’idrogeno, rispetto alla questione degli Investimenti nella filiera dell’idrogeno e progetti europei, secondo LEU in linea con European Hydrogen Strategy, è necessario precisare che gli investimenti debbono essere prioritariamente rivolti all’idrogeno verde e non a quello cosiddetto blu.

Un secondo macro tema è quello che concerne le cosiddette “infrastrutture sociali” che non sono un asse strategico nella bozza del Pnrr ma che dovrebbero diventarlo. Si tratta del tema dei servizi pubblici di cura per la prima infanzia, per gli anziani non autosufficienti e per le persone con gravi disabilità, attraverso investimenti pubblici sostanziali.
Il terzo grande tema proposto dal gruppo è quello del Mezzogiorno: l’infrastrutturazione del Mezzogiorno deve essere una missione strategica, declinata in modo specifico e puntuale.

Dopo questi tre grandi temi, sono presentate in modo sintetico anche altre questioni rilevanti: l’Università e la Ricerca (con il potenziamento della didattica e del diritto allo studio), l’agricoltura sostenibile (dalle innovazioni tecniche genetiche anche in riferimento alle nuove biotecnologie agli interventi dell’Agricoltura 4.0 e un sistema premiale di transizione anche tecnologica per la riduzione dell’uso di pesticidi come da obiettivi della strategia europea Farm to Fork), gli investimenti pubblici per le connessioni digitali e sviluppo della fibra in profondità, la mobilità sostenibile (con un programma di ammodernamento delle reti regionali ferroviarie per migliorare il servizio fruito quotidianamente da milioni di pendolari), una riforma degli ammortizzatori sociali rispetto al mercato del lavoro.

Infine, una nota di metodo: la proposta di Leu è che i singoli progetti, o quantomeno le singole macro-azioni, siano accompagnate da un’analisi di impatto (impatto ambientale, impatto economico su Pil e occupazione, impatto sulla digitalizzazione, ma anche per quanto riguarda l’impatto di genere).