Next Generation Eu, le proposte del Pd per il piano italiano

Nicola Zingaretti, segretario del Partito Democratico. [EPA-EFE/GIUSEPPE LAMI]

Questo articolo fa parte dello Special Report Recovery Plan: le proposte di Pd, Italia Viva e LeU.

Il Partito Democratico (Pd) ha rilasciato una serie di osservazioni sul piano di ripresa italiano, evidenziando gli aspetti chiave per rilanciare l’economia del nostro Paese.

Il Pd guarda con favore all’approvazione di Next Generation Eu, l’ambizioso piano europeo che porterà l’Ue fuori dalla crisi causata dalla pandemia di Covid-19. “Abbiamo dinanzi un’occasione senza precedenti”, si legge nelle osservazioni del partito, che vede questo come il momento chiave per risolvere i problemi strutturali che affliggono l’Italia.

“Il Recovery Plan è l’occasione per un nuovo ‘patto italiano’ che affronti la crisi con il coraggio del cambiamento, vinca la sfida della transizione verde e digitale, riduca le disuguaglianze sociali, di genere e territoriali, costruisca opportunità di qualità per le nuove generazioni”, prosegue il documento.

Per il Pd l’asse per la ricostruzione del Paese è la modernizzazione del Paese, a partire proprio dalla trasformazione tecnologica ed ecologica. Per raggiungere questo obiettivo, il partito chiede più chiarezza negli obiettivi di destinazione dei fondi, per evitare dispersioni e frammentazioni.

Sebbene il documento presentato dal Governo sia ritenuto fondamentalmente giusto, il Partito Democratico chiede perciò una “rigenerazione” del Paese, piuttosto che una “ricostruzione” di quanto c’era già prima.

Il focus sugli investimenti

Una delle chiavi di lettura principali offerte dal documento del Pd è l’importanza degli investimenti, in particolare quelli destinati ai settori con il maggiore impatto di trasformazione. Il frequente ricorso a contributi, incentivi e sgravi fiscali è visto come un rischio per le potenzialità di cambiamento del piano.

Per questo gli investimenti devono essere rafforzati, secondo il Pd, in modo che il Recovery Plan possa fornire slancio alle principali industrie nazionali nei settori strategici e potenziare istruzione, ricerca e digitale.

Tra le priorità evidenziate nel documento viene citata anche la decarbonizzazione dell’Ilva di Taranto. “Si tratta di un primo passo, indispensabile ma parziale, che va accompagnato da investimenti mirati per spingere più avanti il processo di produzione di acciaio verde, ecosostenibile e compatibile con la vita dei cittadini”, si legge.

Ritenute insufficienti anche le risorse destinate al turismo, settore che ha subito pesantemente le conseguenze della crisi e che avrebbe bisogno di maggiori investimenti per riqualificare le strutture ricettive dal punto di vista digitale e ambientale.

Il Pd critica anche le politiche lavorative contenute nel documento. Sarebbe necessaria una riforma degli ammortizzatori sociali, si legge, rafforzando il legame tra welfare e politiche di formazione.

La transizione ‘green’ e digitale

Anche in questo caso, il Pd chiede un rafforzamento delle politiche per la transizione ecologica, in particolare vorrebbe più chiarezza e risorse per l’economia circolare.

Per quanto riguarda l’agricoltura, invece, le misure presenti nel piano italiano non sono ritenute sufficienti e viene richiesto uno sforzo ulteriore verso la digitalizzazione delle imprese agricole, la maggiore efficienza energetica degli edifici rurali e dei mezzi agricoli.

La digitalizzazione di tre aspetti principali è ritenuta fondamentale per orientare il mercato: la scuola, la sanità e delle città. Per quanto riguarda la scuola, non sono ritenute sufficienti le attenzioni verso i giovani e il Terzo settore.

Infine, per quanto riguarda la governance, il Pd ritiene fondamentale il coinvolgimento del Parlamento per la realizzazione del piano di ripresa italiano.