Migranti: in Europa oltre 200mila minori non accompagnati in 5 anni

Still thousands of refugees massing in Idomeni to enter Macedonia [EPA/VALDRIN XHEMAJ]

A causa della riluttanza di alcuni Paesi europei ad accoglierli la maggior parte di loro è stata abbandonata a un destino incerto, denuncia Save the Children.

“Mai più”, avevano promesso i leader europei di fronte all’immagine del corpo senza vita del piccolo Alan Kurdi sulla spiaggia di Bodrum. Da allora sono passati 5 anni, più di 700 bambini sono morti tentando di attraversare il Mediterraneo e oltre 200 mila minori non accompagnati hanno cercato asilo in Europa.

La maggior parte di loro non riesce ad accedere ai sistemi di asilo, né a ricongiungersi con i propri familiari. Molti vivono per strada, costretti costantemente alla fuga per pausa di essere espulsi, o rimangono negli hotspot perennemente in attesa di essere trasferiti in centri di accoglienza adeguati. A denunciarlo è un nuovo rapporto di Save the Children, “Protection Beyond Reach”.

Meno permessi e meno tutele

Paesi come Svezia, Norvegia e Germania hanno introdotto nuove restrizioni. Molti minori ricevono permessi temporanei o tollerati, ma la lunghezza di tempo in cui sono autorizzati a soggiornare è stato ridotto e i tassi di riconoscimento dello status di rifugiato si sono ridotti in modo significativo. Spagna e Italia hanno introdotto nuovi permessi per motivi umanitari o la concessione della residenza a chi compie 18 anni. Altri invece hanno smesso di emanare permessi.

A giugno sono ripresi i ricollocamenti di 1600 minori dalla Grecia coordinati dalla Commissione Ue, che erano stati interrotti dall’emergenza coronavirus. Secondo i dati di Unhcr da aprile l’Ue ha ricollocato 207 minori. Malgrado gli sforzi compiuti, a causa della riluttanza di alcuni Paesi europei ad accoglierli migliaia di bambini sono stati abbandonati a destini incerti. Nell’agosto 2019, ricorda Save the Children, ogni giorno in media 10.000 minori risultavano bloccati sulle isole greche. Il 60% di loro aveva meno di 12 anni.

La situazione in Italia

In Italia si sono fatti importanti passi avanti grazie alla legge Zampa, in vigore dal 2017, che equipara il minore non accompagnato a quello italiano senza genitori. A preoccupare in questo momento è la situazione a Lampedusa dove, con il sovraffollamento dell’hotspot e il prolungarsi dei tempi di trasferimento, c’è il rischio che ai minori non accompagnati non vengano garantite le tutele previste dalla norma e un’assistenza adeguata. Altrettanto critica la situazione al confine di Ventimiglia, dove i minori non accompagnati e i nuclei familiari privi di accoglienza , dopo la chiusura del campo Roja, rischiano di finire nelle mani dei trafficanti.

In vista delle nuove proposte dell’Unione europea sulla riforma dell’immigrazione e del diritto d’asilo previste per la fine di settembre Save the Children ribadisce che i diritti dei bambini devono essere centro di queste decisioni: “Solo percorsi di migrazione legale, compreso un rapido accesso al ricongiungimento familiare, possono impedire che i bambini e adolescenti muoiano durante il loro viaggio verso l’Europa”.