Il futuro delle discipline Stem in Europa

Il campus Google, creato per sostenere le start-up, giovani e innovative aziende del settore tecnologico a Varsavia. EPA/MARCIN OBARA POLAND OUT

Mentre l’Europa cerca lentamente di tornare alla normalità dopo le misure per affrontare la pandemia, a Bruxelles si inizia a discutere di come si può mantenere lo slancio nell’impiego di strumenti digitali innovativi.

Nel settore dell’istruzione, con gli istituti scolastici europei chiusi da metà marzo, gli studenti sono passati al digitale per tentare preservare il senso di normalità in mezzo alla crisi.

Per quanto riguarda le materie che gli studenti in Europa stanno studiando, bisogna comunque constatare un deficit rispetto ad altre nazioni in tutto il mondo in termini di competenze nelle materie scientifiche, tecnologiche, ingegneristiche e matematiche (Stem). E se da un lato c’è un deficit generale in questi ambiti, dall’altro lato c’è un numero sproporzionatamente inferiore di donne, ad esempio, che decidono di intraprendere una carriera nei campi Stem.

Questo policy brief esamina le recenti azioni che l’Ue sta cercando di promuovere e incoraggiare una maggiore diffusione delle materie Stem in tutti gli istituti di istruzione dell’Unione.

Negli ultimi anni, l’importanza dell’istruzione in tutti i campi della scienza, della tecnologia, dell’ingegneria e della matematica è diventata sempre più importante, soprattutto a causa delle tendenze dell’industria e, per estensione, del peso di queste materie nel mercato del lavoro. Inoltre, è emerso un approccio che cerca di armonizzare l’insegnamento in tutte le materie Stem e di concentrarsi sulla loro interdipendenza.

L’elaborazione dei programmi scolastici è di competenza degli Stati membri dell’Unione europea, ma nel 2020 la Commissione europea proporrà diverse azioni volte a promuovere l’adozione delle materie scientifiche, tecnologiche, ingegneristiche e matematiche, tra cui la revisione dell’agenda europea delle competenze, il pacchetto di sostegno all’occupazione giovanile e il piano d’azione per l’educazione digitale, i cui dettagli sono descritti in questo documento.

Questa è stata a lungo una preoccupazione della Commissione europea, che ha costantemente prodotto dati che spiegano le carenze che si riscontrano in questo settore. Più recentemente, il Digital Economy and Society Index dell’esecutivo ha dimostrato che, in termini di competenze digitali in particolare, la popolazione europea si trova in una posizione di svantaggio sproporzionato quando si analizza l’uso e l’impiego delle tecnologie, rispetto alla percentuale della popolazione con competenze in questo campo. 

Inoltre, la Commissione ha recentemente pubblicato anche il suo quadro di valutazione dell’innovazione, che ha riscontrato che gli ambienti particolarmente favorevoli all’innovazione in termini di risorse umane sono ben supportati da un impegno a favore di iniziative educative a livello terziario.  

Lungo questo asse, una delle principali osservazioni del rapporto Desi 2020 è stata che, sebbene l’85% dei cittadini europei abbia utilizzato internet in qualche forma nel 2019, solo il 58% della popolazione possiede competenze digitali di base. I dati recenti hanno anche dimostrato la divergenza tra gli stessi Stati membri, con la Finlandia in testa in termini di “capitale umano” per le competenze digitali, seguita da Svezia, Estonia e Paesi Bassi. In fondo alla classifica c’erano Italia, Romania e Bulgaria.

Un’area che è emersa costantemente in termini di estensione delle competenze Stem in Europa, è stata la promozione del coinvolgimento delle donne in questi campi.

LA QUESTIONE DEL GENERE

I dati del 2019 dell’Istituto di Statistica dell’Unesco hanno rivelato che meno del 30% dei ricercatori del mondo sono donne, e che ci sono stati una serie di indicatori che hanno influenzato le decisioni delle donne rispetto all’intraprendere una carriera nei campi Stem: tra questi indicatori spicca il fatto che in questo campo le donne “sono pagate meno per le loro ricerche e non hanno avanzamenti di carriera pari a quelli dei colleghi maschi”.

La ricerca compilata dall’Unesco afferma che nell’Europa centrale e orientale nel 2016, solo il 39,3% dei ricercatori in questi campi era costituito da donne, mentre nell’Europa occidentale la cifra era del 32,7%.

Tenendo conto di tali realtà, un rapporto prodotto per la commissione per i Diritti della donna e l’uguaglianza di genere del Parlamento europeo in aprile ha rilevato che le tendenze positive in Europa includono il fatto che c’è stato un aumento medio annuo del 2,9% tra il 2013 e il 2017 del numero delle donne scienziate e ingegneri. In termini di lavoro “ad alta intensità di conoscenza”, la percentuale di donne che si distacca da quella degli uomini è di circa il 15%.

Nonostante queste cifre, tuttavia, il quadro generale in Europa della carriera delle donne nei settori Stem è cupo. In particolare se analizziamo le carriere nel settore delle Ict, notiamo che si tratta di meno del 2% della quota totale delle carriere delle donne nel mercato del lavoro europeo.

In termini di dati qualitativi, il rapporto evidenzia che le donne sono motivate quanto gli uomini a intraprendere una carriera nei settori Stem, se non sono scoraggiate da pregiudizi di genere sistemici. I benefici per le aziende derivanti dall’impiego di un maggior numero di donne a diversi livelli sono stati ampiamente evidenziati anche per migliorare il potenziale di innovazione, le prestazioni dei team e le prospettive di business. Nonostante tutti questi vantaggi, nelle posizioni di livello superiore e nei consigli di amministrazione le donne sono sempre pochissime, e molti protocolli sul posto di lavoro non sono abbastanza flessibili per consentire alle donne di perseguire una carriera ambiziosa nel settore Stem, sostenendo al contempo anche gli impegni familiari.

Nel frattempo, i dati di Eurostat mostrano che c’è stata a lungo una netta separazione tra i settori presi in considerazione da uomini e donne. I dati del 2014 mostrano che le donne si sono laureate prevalentemente in materie associate alla salute, al welfare, alle scienze umane, alle arti, alle scienze sociali, all’economia e al diritto, mentre gli uomini hanno dominato in settori come la tecnologia, le scienze, la matematica, l’ingegneria, l’industria manifatturiera e l’edilizia.

Ci sono stati anche coloro che hanno voluto sostenere la tesi di un grande coinvolgimento femminile nelle materie Stem. Una ricerca condotta dall’Istituto europeo per gli studi di genere (EIGS) afferma che l’aumento della partecipazione delle donne alle materie Stem avrà probabilmente un forte impatto positivo sul Pil a livello europeo.

L’istituto osserva che “colmare il divario di genere nei campi Stem contribuirebbe ad un aumento del Pil pro capite dell’Ue dal 2,2 al 3,0% nel 2050″. In termini monetari, la riduzione del divario nei campi Stem porterebbe a un miglioramento del Pil pari a 610-820 miliardi di euro nel 2050”.

Nel frattempo, la riduzione dei divari di genere nell’istruzione Stem, secondo l’Eigs, contribuirebbe ad aumentare l’occupazione nell’Ue da 850.000 a 1.200.000 entro il 2050.

“I nuovi posti di lavoro saranno probabilmente altamente produttivi, perché le donne che si laureano in discipline Stem spesso si trovano in posizioni ad alto valore aggiunto in settori come l’informazione e la comunicazione o i servizi finanziari e commerciali”, nota l’Eigs, aggiungendo che una maggiore produttività dei posti di lavoro Stem potrebbe portare a salari più alti e forse portare a colmare finalmente il divario retributivo tra uomini e donne.

Inoltre, la strategia digitale dell’esecutivo pubblicata all’inizio di quest’anno sottolinea la priorità di garantire alle donne carriere più “gratificanti” nel settore tecnologico, e che l’industria dovrebbe garantire attivamente ed equamente che le donne siano in grado di partecipare alla transizione digitale dell’Ue.

“Più donne possono e devono avere carriere gratificanti nel settore tecnologico, e la tecnologia europea deve beneficiare delle capacità e delle competenze delle donne”, si legge nella strategia. “La transizione digitale deve essere equa e giusta e incoraggiare le donne a parteciparvi pienamente”.

La Commissione organizza anche il Premio europeo per le donne innovatrici, un premio che riconosce le donne che lavorano a soluzioni innovative ai problemi moderni, oltre ad aver già intrapreso l’iniziativa “Girls 4 Stem in Europe“, che mirava a “promuovere e insegnare le materie di scienze, ingegneria, tecnologia e matematica (Stem) alle ragazze in modo attraente e coinvolgente”.

CONTESTO GLOBALE

Nell’ultimo decennio, gli Stati Uniti hanno dimostrato di essere leader in questo campo, dopo aver riconosciuto, in precedenza, sotto l’amministrazione Obama, una carenza di coloro che perseguono una carriera nei campi dello Stem. Nel 2009, Obama ha presentato il suo programma “Educare all’innovazione”, con l’obiettivo di promuovere l’interesse per le materie Stem da parte dei giovani studenti.

Inoltre, un’altra potenza globale, la Cina, ha puntato molto sulla promozione dell’educazione  delle materie Stem, in particolare nel contesto della pandemia di coronavirus, che ha evidenziato la necessità di sviluppare una resilienza a lungo termine nel mercato del lavoro. Con l’aumento delle tensioni geopolitiche tra Cina e Occidente, i flussi di studenti dalla Cina verso i Paesi occidentali sono attualmente in declino e “il ritorno degli studiosi cinesi in Cina dovrebbe aumentare ulteriormente”, secondo Marijk van der Wende, dell’Università di Utrecht.

“Prima della pandemia, era chiaro che i flussi globali si stavano spostando verso est, e la Cina stava guadagnando influenza come potenza scientifica globale, soprattutto nei cosiddetti settori Stem”, ha osservato in un recente panel online. “Queste tendenze si stanno rafforzando a causa della crisi”.

Per la Cina, il coronavirus potrebbe rivelarsi un ulteriore acceleratore nel perseguimento di un numero sempre maggiore di laureati Stem. Secondo i dati del World Economic Forum del 2016, la Cina contava 4,7 milioni di neodiplomati Stem. Al secondo posto si trova l’India, con 2,6 milioni di laureati in questi ambiti.

SOLUZIONI POLITICHE

Nel 2020 la Commissione europea porterà avanti diverse iniziative politiche per promuovere le competenze Stem, come l’Agenda europea delle competenze e il Pacchetto di sostegno all’occupazione giovanile.

All’inizio di luglio, l’esecutivo ha presentato il suo Pacchetto di sostegno all’occupazione giovanile insieme all’Agenda europea delle competenze.

Per quanto riguarda quest’ultima, l’agenda delle competenze introduce dodici azioni che la Commissione spera di coordinare con gli Stati membri, i gruppi industriali e le parti sociali per “mettere le competenze al centro dell’agenda politica dell’Ue”, come mezzo per tracciare un grafico della ripresa dalla crisi dovuta al coronavirus.

In generale, tali azioni includono la promozione delle competenze per sostenere la transizione verde e quella digitale, l’aumento dei laureati in scienze, tecnologia, ingegneria e matematica e l’introduzione di una nuova piattaforma Europass.

In particolare, in termini di Stem, l’azione 7 del piano si concentra su come avere più laureati nelle discipline Stem e su come promuovere le competenze imprenditoriali e trasversali. A questo proposito la Commissione individua tre percorsi all’interno di questo obiettivo. Per aumentare i diplomati Stem nell’Ue, bisogna promuovere l’attrattiva degli studi e delle carriere Stem, contribuendo ad affrontare la carenza di insegnanti Stem, promuovendo l’istruzione scientifica nelle azioni di ricerca e innovazione e promuovendo apprendimento continuo, tra l’altro, tra i sistemi di istruzione secondaria e superiore.

Inoltre, l’esecutivo prevede di promuovere le competenze imprenditoriali nel settore Stem, lanciando una “Azione europea sulle competenze imprenditoriali, incentrata sullo sviluppo di una mentalità imprenditoriale e di una forza lavoro più resistente”. Inoltre, come mezzo per promuovere le competenze trasversali in tutto il settore Stem, la Commissione presenterà “un quadro strategico per il riconoscimento delle competenze trasversali a sostegno dei professionisti in Europa”. 

Più in generale, nell’ambito dell’Agenda delle competenze della Commissione presentata a luglio, sono stati delineati una serie di obiettivi importanti. Uno di questi obiettivi, rilevante per il settore Stem, è quello di garantire che il 70% della popolazione adulta dell’Ue disponga di competenze digitali di base entro il 2025.

Per quanto riguarda il pacchetto di sostegno all’occupazione giovanile, che la Commissione ha presentato a luglio, la Commissione intende stanziare 22 miliardi di euro dal Recovery Fund e dal quadro finanziario pluriennale riveduto, da spendere per il sostegno all’occupazione giovanile.

In particolare, la Commissione vorrebbe che tale spesa fosse destinata a “sovvenzioni e prestiti per l’avviamento di giovani imprenditori, programmi di tutoraggio e incubatori d’impresa, bonus per le Pmi che assumono apprendisti, sessioni di formazione per l’acquisizione di nuove competenze necessarie sul mercato del lavoro, sviluppo delle capacità dei servizi pubblici per l’impiego, formazione per la gestione della carriera nell’istruzione e investimenti nelle infrastrutture e nella tecnologia dell’apprendimento digitale”.

Nel frattempo, la Commissione ha in programma di introdurre quest’autunno un Piano d’azione per l’educazione digitale riveduto, che, secondo la stessa Commissione, “applicherà le lezioni apprese dalla crisi e definirà una visione a lungo termine per la trasformazione digitale nel campo dell’istruzione e della formazione nell’Ue”.

Sulla base dei piani del 2018, il 18 giugno 2020 è stata aperta una consultazione pubblica su un nuovo piano d’azione per l’educazione digitale, che è aperta fino al 4 settembre 2020.

La consultazione cerca di raccogliere i punti di vista dei cittadini, delle istituzioni e delle organizzazioni sulle loro esperienze e aspettative durante la crisi Covid-19, nonché le loro visioni per il futuro dell’educazione digitale.

La Commissione europea ha riconosciuto da tempo l’importanza di promuovere i talenti in tutto il panorama Stem europeo. A proposito della necessità di incoraggiare le donne a intraprendere una carriera in questi settori, la commissaria europea per la Ricerca e l’innovazione Mariya Gabriel, ha recentemente affermato che le donne continuano ad incontrare ostacoli strutturali e sistemici nell’ottenere una posizione nelle industrie tecnologiche.

“L’Europa non solo sta perdendo il nostro talento e la nostra diversità, ma le aziende guidate da donne si trovano in posizioni migliori per comprendere la clientela femminile, che influenza l’85% delle decisioni dei consumatori a livello globale”, ha affermato Gabriel.

In particolare Gabriel ha fatto notare che l’Europa dovrebbe cercare di “intervenire” nel periodo tra la scuola secondaria e l’università, durante il quale molte giovani donne si allontanano dal percorso di acquisizione delle competenze che le preparano a un futuro nel settore digitale, e, anche se si impadroniscono di queste competenze, non riescono a costruirci un percorso di carriera.

“La crescita delle donne nelle carriere tecnologiche è frenata”, ha detto. “Più del 5% delle donne oltre i 35 anni nel settore tecnologico rimane in posizioni di livello junior”.

Le industrie stesse hanno sottolineato l’importanza di promuovere un maggiore coinvolgimento femminile nelle Stem. La direttrice generale di DigitalEurope, Cecilia Bonefeld-Dahl, ha cercato di evidenziare le ragioni per cui le aziende dovrebbero assumere donne in ruoli manageriali.

“Più si sale in alto, meno donne ci sono”, ha detto. “È anche un buon caso aziendale avere un team manageriale diversificato. È un peccato non usare tutti i talenti che abbiamo”.

Da parte sua, anche il Parlamento europeo ha cercato di sollevare la questione della mancanza di donne nei ruoli Stem. Una relazione d’iniziativa del 2019, intitolata “Promuovere l’uguaglianza di genere nell’istruzione e nella carriera in scienze, tecnologia, ingegneria e matematica (STEM)”, guidata dalla Commissione per i diritti della donna e l’uguaglianza di genere del Parlamento europeo, mira a correggere lo squilibrio di genere nel campo delle Stem. L’iniziativa è attualmente in attesa di essere adottata dal comitato direttivo.

Più in generale, in diversi settori, è stato compiuto uno sforzo per incoraggiare l’adozione dei temi Stem fin dalla più tenera età.  L’azienda energetica Equinor, ad esempio, ha introdotto iniziative che comprendono il progetto Teach First Norway e il concorso Young Imagineers, come mezzo per aumentare la rilevanza e l’importanza delle materie Stem per i giovani.

Nel Parlamento europeo, l’importanza delle Stem è stata messa in luce con coerenza. L’eurodeputata bulgara Eva Maydell, membro del Ppe, ritiene che l’ampio insegnamento delle materie in tutta l’Unione europea produca benefici per l’uomo. Nel suo Paese d’origine, ha co-fondato Education Bulgaria 2030, una piattaforma che mira ad analizzare e rispondere alle sfide che il sistema educativo si trova ad affrontare nel Paese.

“L’ultimo progetto in cui siamo coinvolti è con il ministero dell’Istruzione, sullo sviluppo dell’ambiente scientifico, tecnologico, ingegneristico e matematico (Stem) nelle scuole”, ha detto a EURACTIV. “Vediamo un grande interesse da parte di insegnanti e presidi perché hanno visto quanto sia facile implementare l’apprendimento online a distanza”.

Maydell ritiene inoltre che i maggiori benefici del mercato unico dell’Ue, come la libertà di vivere e lavorare in qualsiasi Stato membro, dipendano dall’adozione di soluzioni digitali a pari velocità in tutto il continente. “Colmare il divario digitale per me significa assicurarsi che ogni azienda o organizzazione abbia accesso alle soluzioni digitali e possa partecipare all’economia digitale”, ha detto.

Per quanto riguarda il Piano d’azione per l’educazione digitale, EURACTIV ha incontrato l’eurodeputato Victor Negrescu, che è il relatore del dossier, per parlare del motivo per cui questo tema è diventato prioritario nell’agenda dell’Ue. “La grande sfida è quella di far corrispondere le qualifiche alle reali esigenze del mercato del lavoro. L’attuale Agenda delle competenze menziona un concetto che suona pretenzioso, ma descrive una reale necessità – “l’intelligenza delle competenze”, cioè la comprensione delle attuali tendenze nella domanda di lavoro e di competenze”, ha spiegato.

“Ci sono carenze di competenze in molti settori economici, sia tradizionali (come l’edilizia) che nuovi, e dobbiamo costruire reti di cooperazione per affrontarle che comprendano le scuole, le aziende, i sindacati”.

“Le competenze digitali sono necessarie in molti settori occupazioni, sia nell’agricoltura che nella creazione di imprese, nella sanità, nell’e-government ma anche nella protezione del patrimonio culturale”.

Per quanto riguarda il piano d’azione sull’istruzione digitale, che la Commissione presenterà a settembre, il vicepresidente della Commissione Margaritas Schinas ha spiegato che si baserà sulla necessità di adottare strumenti digitali, emersa durante la pandemia di coronavirus. Schinas  di recente ha affermato che l’obiettivo del piano d’azione per l’educazione digitale è quello di: “raccogliere il nuovo interesse per le competenze digitali che è emerso e si è rafforzato durante la pandemia”.

Piano d’azione per l’educazione digitale

Giugno 2020: La Commissione apre una consultazione pubblica.

Giugno 2020: I ministri dell’Istruzione dell’UE discutono le priorità in questo campo.

Settembre 2020: La Commissione presenta le proposte e il Parlamento avvia la procedura istituzionale. Il comitato principale è il comitato Cultura.

Agenda europea delle competenze

Gennaio 2020: La Commissione delinea, nell’ambito della quinta priorità, “Promuovere il nostro stile di vita europeo”, la sua intenzione di lanciare un’iniziativa non legislativa su un’agenda europea delle competenze.

Luglio 2020: Il Collegio dei commissari adotta la sua Agenda europea delle competenze.

Pacchetto di sostegno all’occupazione giovanile

Luglio 2020: Il Collegio dei commissari adotta il pacchetto di sostegno all’occupazione giovanile.

Anche il Dipartimento per le pari opportunità del Governo italiano si è mosso in questa direzione e ha promosso un bando per il finanziamento di progetti volti a realizzare attività di carattere educativo nelle materie STEM. 

L’obiettivo delle azioni è quello di realizzare  percorsi di approfondimento destinati a bambini e bambine e ragazzi e ragazze età compresa tra i 4 e i 19 anni. La scadenza dei termini di presentazione delle proposte progettuali è fissata al 30 novembre 2020 e le attività finanziate dovranno svolgersi tra il 1 luglio ed il 31 dicembre 2020.L’importo massimo erogabile per ciascun progetto è fissato in 15.000 euro.