Vestager esorta gli Stati membri dell’UE a non fare marcia indietro sul 5G

technology-4816658_960_720

La vicepresidente della Commissione europea per il digitale, Margrethe Vestager, ha esortato i ministri delle telecomunicazioni dell’UE a “limitare il più possibile” gli eventuali ritardi nelle loro assegnazioni dello spettro 5G, rispetto alle attuali sfide per l’industria causate dalla crisi del coronavirus.

La notizia arriva mentre l’avviamento delle reti mobili 5G continua ad affrontare una serie di battute d’arresto nell’UE; un certo numero di paesi tra cui Spagna, Austria, Portogallo, Polonia e Repubblica Ceca che hanno tutti rinviato le aste di frequenze dello spettro.

Una fonte Ue ha informato EURACTIV del fatto che parlando ai ministri delle telecomunicazioni dell’UE in una riunione privata in videoconferenza martedì 5 maggio, Vestager ha affermato che, pur comprendendo le ragioni dei ritardi nell’assegnazione dello spettro 5G, gli Stati membri dovrebbero “tenere il passo” per raggiungere gli attuali obiettivi.

Gli attuali obiettivi dell’UE nel campo delle telecomunicazioni di prossima generazione comprendono il lancio di servizi 5G in tutti gli Stati membri dell’UE entro e non oltre la fine del 2020, nonché un “rapido sviluppo” che garantirà “una copertura 5G ininterrotta nelle aree urbane e lungo le principali vie di trasporto entro il 2025”, come delineato nel Piano d’azione 5G per l’Europa del 2016.

Le osservazioni di Vestager arrivano dopo una fuga di notizie recentemente pubblicata da EURACTIV in cui la Presidenza croata del Consiglio dell’UE aveva invitato la Commissione a pubblicare un Piano d’azione rivisto per le telecomunicazioni mobili 5G e 6G.

Tuttavia, l’esecutivo aveva già delineato un piano d’azione aggiornato per il 5G e 6G nella comunicazione sulla strategia digitale di febbraio.

Aiuti di Stato per le reti a banda larga

Nel settore delle telecomunicazioni, EURACTIV ha appreso che la Commissione Europea lancerà una revisione della sua politica di aiuti di Stato per quanto riguarda il finanziamento pubblico delle reti a banda larga negli Stati membri dell’UE.

Sembra che martedì Vestager abbia detto ai ministri che le linee guida per il finanziamento pubblico delle infrastrutture a banda larga sviluppate nel 2013 devono essere aggiornate nel contesto dell’attuale pandemia.

Attualmente l’esecutivo applica le direttive sulla banda larga del 2013 per decidere in merito al finanziamento stabile delle reti a banda larga. Le linee guida prevedono l’applicazione di condizioni rigorose rispetto al finanziamento pubblico delle reti a banda larga anche nelle aree urbane, al fine di promuovere la concorrenza. Tuttavia, le norme lasciano spazio anche agli investimenti pubblici, laddove le iniziative private non siano sufficienti.

Fonti UE hanno informato martedì sera EURACTIV che la Commissione sta attualmente preparando le basi per una consultazione pubblica e uno studio sulle linee guida, che potrebbe portare ad un allentamento delle misure, consentendo maggiori investimenti pubblici nelle reti ad alta capacità.

Inoltre, la comunicazione della Commissione sulla strategia digitale sottolinea anche l’importanza di aggiornare la direttiva sulla riduzione dei costi della banda larga, che mira a rendere più efficiente in termini di costi la realizzazione le reti stesse.

App anti-COVID 19

Nel frattempo, martedì i ministri delle telecomunicazioni hanno raggiunto un “ampio accordo” per un approccio coordinato rispetto alle APP per il tracciamento dei contatti nell’emergenza coronavirus, sebbene i francesi avessero adottato un proprio approccio di un modello centralizzato di archiviazione dei dati.

Anche il Regno Unito ha optato per standard tecnici simili nello sviluppo della propria App.

La Commissione europea, tuttavia, ritiene che un approccio decentrato sia più rispettoso della privacy e il Comitato europeo per la protezione dei dati, l’organizzazione ombrello che sovrintende alle operazioni delle autorità nazionali di protezione dei dati, ritiene che un modello decentrato sia più in linea con la legislazione dell’UE in materia di protezione dei dati.

Tuttavia, il Sottosegretario del Governo francese per il digitale, Cédric O, che ha partecipato alla riunione di martedì in videoconferenza, ha annunciato in precedenza su BFM TV che la prossima settimana si svolgeranno i test sull’applicazione “StopCovid” del suo Paese, in vista della sua introduzione a livello nazionale il 2 giugno, in attesa del dibattito e della votazione in Parlamento.

Nonostante il fatto che in Francia e nel Regno Unito ieri sia partita la prima fase di test della rispettive nuova App, una fonte ha informato EURACTIV che i ministri delle telecomunicazioni hanno sottolineato l’importanza dell’ “interoperabilità” tra i diversi sistemi.

In questo senso, i ministri hanno anche notato la capacità delle applicazioni di tracciamento dei contatti di svolgere un ruolo potenzialmente importante nella diminuzione delle restrizioni rispetto alle frontiere applicate durante la pandemia di coronavirus.

“I ministri sono giunti ad un’intesa sul fatto che le applicazioni per la ricerca di contatti dovrebbero avere grande importanza per il graduale allentamento di varie misure nazionali, compresa l’apertura delle frontiere”, ha affermato la Presidenza croata del Consiglio dell’UE.

La posizione dei ministri delle telecomunicazioni a questo proposito arriva dopo che i ministri dell’Interno dell’UE avevano rilevato l’importanza di coordinare l’uso di tali applicazioni di ricerca di contatti, perché “potrebbero contribuire ad alleggerire o abolire i controlli alle frontiere interne e ad eliminare le potenziali restrizioni all’ingresso alle frontiere esterne dell’Unione”.