Semiconduttori, l’Ue pensa a un’alleanza per aumentare l’autonomia strategica

La cancelliera tedesca Angela Merkel in visita alla sede di GlobalFoundries di Dresda, Germania. [EPA/ARNO BURGI]

L’Unione europea sta pensando di creare un’alleanza di produttori di semiconduttori, tra cui STMicroelectronics, Nxp, Infineon e Asml per ridurre la dipendenza da fornitori stranieri e sopravvivere alla crisi globale della catena di approvvigionaento, hanno detto quattro funzionari Ue.

Il piano, che si trova in una fase ancora embrionale, potrebbe includere uno schema paneuropeo chiamato Important Project of Common European Interest (Ipcei), che consentirebbe ai governi europei di investire fondi con regole agevolate e alle compagnie di lavorare insieme sul progetto intero.

Si tratterebbe di un complemento o un’alternativa a una possibile fabbrica finanziata da Paesi terzi, con l’obiettivo di raddoppiare la quota di mercato dell’Ue nei semiconduttori al 20% entro il 2030, un obiettivo stabilito dal commissario europeo per il mercato interno Thierry Breton.

Breton sta cercando di convincere un leader mondiale della produzione di semiconduttori a costruire una nuova fabbrica in Europa. Proprio a questo fine ha in agenda un incontro con il Ceo di Intel Pat Gelsinger e una videoconferenza con Maria Merced, presidente di Tmsc Europe.

Diplomatici e funzionari taiwanesi hanno dichiarato che Tmsc non è interessata a costruire un impianto di produzione in Europa. Tuttavia, diversi funzionari dell’Ue non sono convinti dall’idea di una megafabbrica finanziata da compagnie straniere.

“Ai politici piacciono le cose che brillano e a volte sacrificano politiche industriali a lungo termine a favore di annunci a breve termine”, ha dichiarato un funzionario francese. “Se calpestiamo i piedi alle industrie europee, non credo che ne guadagnerebbe la nostra sovranità”, ha aggiunto.

Semiconduttori, Huawei guarda con interesse ai nuovi obiettivi europei

Il gigante delle telecomunicazioni cinese Huawei si è detto pronto a collaborare con le compagnie europee per raggiungere nuovi standard per quanto riguarda i semiconduttori entro il 2030, mentre le sue attività continuano a essere ostacolate dalle sanzioni americane.

Da quanto …

Altre tre fonti ufficiali hanno dichiarato di non essere soddisfatte di una strategia che si basa su compagnie non europee per costruire fabbriche e che sarebbe meglio concentrarsi su partnership tra aziende dell’Ue e colleghi esteri.

C’è anche un grande punto interrogativo sulla capacità del mercato interno europeo, a cui manca una grande industria degli smartphone, e se sarà in grado di assorbire la produzione aggiuntiva, ha detto la fonte francese.

Questi disaccordi mettono in luce le difficoltà dell’esecutivo Ue nel definire una strategia per l’industria del semiconduttori europea, che è molto inferiore rispetto a quella asiatica e non ha una compagnia trainante che possa permettersi di costruire una nuova fabbrica.

Sottolineano anche la sfiducia nei confronti di Breton, ex capo della compagnia informatica Atos, che viene visto dai sostenitori del mercato libero come un protezionista, riferisce una fonte a Reuters.

Le discussioni sono ancora in corso e non ci sono decisioni finali. Breton e la commissaria alla concorrenza Margrethe Vestager presenteranno la strategia aggiornata della Commissione, con particolare focus sui semiconduttori, il 5 maggio.

“Per essere leader l’industria Ue necessità di azioni ambiziose e urgenti sulle tecnologie digitali come i semiconduttori, il cloud, le tecnologie quantistiche, la connettività spaziale e le batterie”, ha twittato il commissario Breton dopo un incontro a Berlino con il ministro dell’Economia tedesco Peter Altmaier.

Breton ha detto che all’incontro 22 Stati membri hanno mostrato il loro sostegno all’iniziativa di supportare le produzioni locali.

Un portavoce di Asml, il principale produttore mondiale di strumenti avanzati per la produzione di chip, ha confermato che la società ha partecipato ai colloqui condotti da Breton. “Stiamo naturalmente portando il punto di vista dei produttori al tavolo”, ha detto Sander Hofman.

GlobalFoundries, che gestisce il più grande complesso di fonderia di semiconduttori in Europa a Dresda, in Germania, ha detto: “Siamo in stretto contatto con il team di Breton, la Commissione Ue, il governo tedesco e altre autorità pubbliche chiave in tutta Europa”.

STMicro e Nxp hanno rifiutato di commentare. Infineon non ha risposto a una richiesta di commento.