Digitale, quasi 6 italiani su 10 temono le minacce informatiche

Il 56,6% degli italiani teme minacce alla sicurezza informatica. [Pixabay/Pete Linforth]

Il rapporto pubblicato da Censis e WindTre evidenzia come più della metà degli italiani tema i rischi della cybersicurezza, una percentuale ancora maggiore tra i giovani. Il 57% ritiene che il 5G sia necessario e debba essere installato ovunque.

Giovedì 9 giugno è stato pubblicato il secondo rapporto WindTre-Censis sulla valutazione della vita digitale. Il sondaggio aveva lo scopo di valutare l’impatto delle opportunità digitali sulla vita dei cittadini, valutando anche lo status del diritto alla connessione.

La diffusione della connessione ad alta velocità e la digitalizzazione della pubblica amministrazione sono due punti importanti contenuti nel piano nazionale di ripresa italiano, che destina 40 miliardi a questo obiettivo fondamentale.

Gli ambiti principali trattati erano tre: il rapporto degli italiani con il web, in particolare riguardo il 5G e la sicurezza informatica; l’approccio ai contenuti culturali e di intrattenimento disponibili online; il rapporto dei cittadini con la pubblica amministrazione digitale.

Dal rapporto emerge che 9 italiani maggiorenni su 10 dispongono di una connessione Internet, il 71,5% dei quali sia fissa che mobile. Nella scelta dei loro operatori la velocità del servizio è l’aspetto che incide maggiormente (per il 51,7%).

Il 56,6% degli italiani (percentuale che sale al 61,9 per i giovani) temono i rischi per la sicurezza informatica in operazioni per ragioni di lavoro, con la banca o simili. L’ondata di attacchi informatici contro istituzioni e pubbliche amministrazioni ha reso le persone preoccupate per la sicurezza dei propri dati. Diffuso anche il timore per il libero accesso alla rete da parte dei minori: il 34,7% degli intervistati lo ritiene un problema.

Per il 57,1% degli italiani il 5G deve essere reso operativo ovunque, mentre sono il 14,9% quelli che pensano che sia dannoso per la salute e il 28% gli incerti. Per molti si tratta della soluzione in grado di garantire l’accesso di massa veloce e sicuro al web.

Dal Servizio civile digitale ai treni elettrici: tutte le proposte e i numeri del Pnrr italiano

Il PNRR è stato preparato dal governo Draghi e presentato alla Commissione europea. Dopo questo passaggio le 266 pagine del piano sono state pubblicate sul sito del Governo.

Il piano è articolato in sei missioni: digitalizzazione e innovazione; transizione ecologica; …

Pubblica amministrazione digitale

La digitalizzazione della pubblica amministrazione è un punto chiave del Pnrr italiano: a essa sono destinati infatti 9,75 miliardi di euro dei fondi di Next Generation Eu. Il 50,5% dei cittadini dichiara di utilizzare abitualmente i servizi online quando sono disponibili.

Tuttavia, il 51,5% ritiene che la pubblica amministrazione al momento non funzioni al meglio e poter ricorrere ai servizi digitali non ha migliorato la situazione. Il 31,4% dei cittadini ritiene che sia colpa della troppa burocrazia, il 29,2% lo imputa a fattori umani, con i dipendenti poco motivati, e il 17,5% alla scarsa organizzazione e cultura del servizio.

Il 64% dei cittadini preferisce avere uno sportello fisico, un ufficio o un operatore a cui rivolgersi, mentre il 54% non si sente sicuro nell’uso del web e poco meno della metà è restia a comunicare i propri dati e a utilizzare metodi di pagamento digitali.

Cultura e intrattenimento

Più del 60% degli italiani utilizza piattaforme digitali per ascoltare musica o guardare film e serie tv. Dai dati emerge come, prevedibilmente, sia la fascia più giovane della popolazione a sfruttare questi servizi, che sono comunque usati anche dagli adulti (oltre il 65%) e dagli over 64 (intorno al 30%).

La grande disponibilità di piattaforme che offrono un numero considerevole di servizi è vista positivamente dal 49% degli italiani, mentre ancora non è diffusa la paura per il troppo potere che hanno i gestori di questi servizi.