Bei: “Servono 200 miliardi per portare la banda larga nelle aree rurali”

Un frutteto vicino a Kisrecse, circa 205 km a sud-ovest di Budapest, Ungheria, 08 aprile 2019. La pera è un popolare prodotto agricolo prodotto in Ungheria e venduto in molti supermercati in Europa. EPA-EFE/GYORGY VARGA HUNGARY OUT

L’Europa dovrà investire circa 200 miliardi di euro affinché i cittadini delle varie zone rurali possano avere un accesso alla banda larga di almeno 100 megabit al secondo. Questa la posizione di Harald Gruber, il responsabile dei progetti della divisione delle infrastrutture digitali della Banca europea per gli investimenti (Bei).

Intervenuto nel corso di un evento organizzato da EURACTIV il 9 luglio, Gruber ha sottolineato la necessità di mobilitare investimenti privati in questa direzione.

“Chiaramente questo non è realizzabile con i sussidi, quindi bisogna usare il denaro pubblico in modo intelligente”, ha detto Gruber, aggiungendo che è essenziale far leva sui finanziamenti privati laddove possibile.

“Abbiamo una lunga esperienza con gli strumenti finanziari su come si può fare leva sul privato attraverso il denaro pubblico, sia attraverso garanzie o altri meccanismi, fondamentalmente per indurre i privati ad investire in infrastrutture […] per le quali altrimenti l’investimento non sarebbe redditizio”, ha detto.

L’esecutivo dell’Ue finanzia da molti anni progetti per migliorare la connessione a Internet nelle zone rurali, ma gli Stati membri sono ancora in ritardo. L’esecutivo dice ora che questo sostegno finanziario continuerà oltre il 2021.

Mentre nelle aree urbane in media l’86% della popolazione ha accesso alla banda larga veloce, più del 40% delle case nelle aree rurali non ce l’ha ancora.

La digitalizzazione del settore agricolo europeo è considerata essenziale per l’Ue per mitigare il cambiamento climatico, che è prioritario nel Green Deal e nell’atteso Recovery Fund.

Siamo di fronte a un crescente divario di competenze digitali e ad una continua fuga dei cervelli e in questo quadro le aree rurali dovrebbero svolgere un ruolo critico nella direzione ecologica dell’Europa.

Nel corso del medesimo evento, il Commissario Ue per l’Agricoltura, Janusz Wojciechowski, ha affermato che l’esecutivo ha dichiarato di voler intensificare le azioni per potenziare le infrastrutture a banda larga nelle aree rurali d’Europa e di esplorare ulteriormente il potenziale dei cosiddetti “villaggi intelligenti”.

Il Commissario polacco ha sottolineato la necessità di accelerare l’infrastruttura a banda larga nelle zone rurali d’Europa affinché soluzioni intelligenti come l’agricoltura di precisione possano fornire risultati tangibili sia nel settore agricolo sia per le comunità locali: “La disponibilità di una connessione internet veloce e affidabile nelle zone rurali è quindi fondamentale per consentire lo sviluppo di tutte le future soluzioni intelligenti per la nostra agricoltura e le nostre attività rurali”.

“Internet veloce dovrà anche portare una migliore informazione, educazione e servizi sanitari, tutti essenziali per consentire il rinnovamento generazionale in ambito agricolo e lo sviluppo della moderna economia rurale”, ha detto Wojciechowski.

I villaggi intelligenti sono un concetto sempre più popolare tra i membri dell’Ue e l’esecutivo ha intrapreso azioni per dare impulso concreto a questa idea. “Colgo l’occasione per annunciare una seconda fase dell’azione, che è prevista per la fine di quest’anno ed esplorerà i modi in cui i villaggi intelligenti possono essere sostenuti”, ha detto il commissario.

Quale tecnologia?

Gruber ha affermato che in Europa è in corso un dibattito su quale tecnologia si possa qualificare per le infrastrutture di rete ad alta capacità in Europa. Ha detto che per le aree estremamente remote, le connessioni wireless saranno al primo posto per un’implementazione sostenibile.

“La neutralità tecnologica va bene ma, allo stesso tempo, bisogna continuare a fare ciò che è realisticamente realizzabile”, ha sottolineato, aggiungendo che i responsabili politici dell’UE dovrebbero prendere una decisione politica abbastanza rapidamente.

Quando gli è stato chiesto quale sarebbe il costo di essere lasciati indietro quando si tratta del 5G, ha risposto: “È enorme”, e ha citato come esempio concreto il caso di coloro che sono stati tagliati fuori dalle tecnologie digitali durante la pandemia COVID-19.

D’altra parte, per Huawei, tutte le diverse opzioni tecnologiche dovrebbero essere esplorate al fine di trovare la soluzione migliore ed economica.

“Ci sono diverse opzioni tecnologiche. Penso che un’idea potrebbe essere quella di permettere alle diverse tecnologie di competere e vedere cosa porta risultati migliori per dare al pubblico un quadro più chiaro delle prestazioni tecnologiche”, ha detto Abraham Liu, rappresentante capo di Huawei presso le istituzioni europee.

Liu ha aggiunto che la maggior parte delle persone non si preoccupano realmente di cosa c’è dietro la tecnologia, ma al contrario si concentrano sul risultato finale del servizio digitale.