Banda larga, molti Paesi europei non riusciranno a rispettare gli obiettivi della Commissione

Una torre 5G per la diffusione della banda larga [EPA-EFE/MICK TSIKAS]

Una ricerca commissionata dal gigante tecnologico cinese Huawei rivela che la maggior parte dei Paesi europei non riusciranno a rispettare gli obiettivi UE sulla banda larga fissati dalla Commissione europea.

La proposta della Gigabit Society, dove la Commissione prospettava una velocità di connessione minima di 100 Mb al secondo per ogni cittadino europeo entro il 2025 non sembra realizzabile, secondo i risultati dello studio di Analysys Mason.

L’idea era quella di portare a 1 gigabit al secondo la velocità per le aziende e il settore pubblico, per poi arrivarci gradualmente anche nel privato. Eppure, Huawei avverte che sarà molto improbabile raggiungere questi risultati, nonostante gli investimenti nel settore stiano aumentando significativamente.

In Italia la copertura dei collegamenti in fibra ottica è solo del 27% e resta l’incertezza sulla proprietà delle reti. Il progetto Open Fiber punta a raggiungere oltre 15 milioni di famiglie italiane con una copertura del 60% entro la fine del 2023.

Secondo Ian Watt di Analysys Mason l’UE dovrebbe avere un approccio diverso per raggiungere gli obiettivi ambiziosi posti dalla Commissione. Franco Accordino, direttore dell’unità per le reti a elevata funzionalità della DG Connect della Commissione, ha sottolineato che attualmente “si registra un gap di 65 miliardi di euro di investimenti all’anno, per raggiungere l’obiettivo fissato per il 2025”.

Secondo Accordino “promuovendo investimenti nelle infrastrutture per 5G e fibra, il Connect Europe Facility Digital potrà contribuire agli sforzi degli Stati membri per raggiungere gli obiettivi del Gigabit 2025. Si potranno creare sinergie con altri programmi, come InvestEU e Digital Europe, e sarà integrato nei fondi di investimento strutturali europei” ha concluso Accordino.

Vestager esorta gli Stati membri dell'UE a non fare marcia indietro sul 5G

La vicepresidente della Commissione europea per il digitale, Margrethe Vestager, ha esortato i ministri delle telecomunicazioni dell’UE a “limitare il più possibile” gli eventuali ritardi nelle loro assegnazioni dello spettro 5G, rispetto alle attuali sfide per l’industria causate dalla crisi …

A causa dell’emergenza coronavirus, alcuni Paesi sono stati costretti a rivedere i loro piani relativi all’implementazione della rete 5G. Spagna, Austria, Portogallo e Repubblica Ceca sono solo alcuni di questi.

L’importanza della connessione l’ha sottolineata Marc Vancoppenolle, responsabile delle relazioni governative di Nokia. “La pandemia ha dimostrato che restare connessi è cruciale. Il traffico sulle reti dei nostri consumatori è aumentato del 70% in questo periodo”, ha dichiarato.

I piani dell’UE per le telecomunicazioni rimangono quelli di lanciare i servizi 5G in tutti gli stati membri entro la fine del 2020, con l’idea di arrivare a una copertura ininterrotta nelle aree urbane e sulle maggiori direttrici dei trasporti entro il 2025.