Allarme in Europa per la crescita di un “movimento anti-5G”

Una manifestazione contro il 5G ad Amsterdam a gennaio 2020. [EPA-EFE/REMKO DE WAAL]

Quindici Paesi membri fanno pressione alla Commissione Europea perchè sviluppi urgentemente una strategia per contrastare la disinformazione relativa alle reti di telecomunicazione 5G. Aumentano infatti le preoccupazioni per la crescente diffusione di teorie cospirative che is traducono in azioni violente di sabotaggio: sono già centinaia gli attacchi e gli incendi dolosi contro le antenne di telecomunicazioni.

Nel codice delle comunicazioni elettroniche del 2018, l’UE si è impegnata a migliorare la diffusione delle reti 5G garantendo la disponibilità dello spettro radio 5G entro la fine di quest’anno. Inoltre, nell’ambito del piano d’azione 5G dell’UE per il 2016, i paesi si sono impegnati a sviluppare le loro infrastrutture di telecomunicazione di prossima generazione. Tra gli obiettivi il lancio dei servizi 5G in tutti gli Stati membri in almeno una delle principali città entro la fine del 2020. La Commissione ha ipotizzato che ci saranno probabilmente dei ritardi nel raggiungimento degli obiettivi a livello europeo, indirettamente anche in ragione della pandemia.

Aumentano però i timori rispetto alla crescita esponenziale dei movimenti anti-5G, come emerge in una lettera firmata da Austria, Bulgaria, Croazia, Repubblica Ceca, Cipro, Estonia, Finlandia, Grecia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Polonia, Portogallo, Slovacchia e Svezia  e indirizzata alla Commissione e nello specifico ai commissari Margrethe Vestager, Věra Jourová e Thierry Breton. I gruppi di telecomunicazione hanno segnalato almeno 140 attacchi in tutta Europa nel periodo compreso tra gennaio e giugno. La maggior parte delle azioni violente si sono verificate in Gran Bretagna e nei Paesi Bassi sotto forma di incendi dolosi contro le antenne di telecomunicazioni. In GB si sono registrati oltre 87 attacchi, in Olanda oltre 30, ma episodi sporadici si sono realizzati anche in Francia, Belgio, Germania e Italia. Bisogna anche considerare poi una decina di assalti ai danni degli addetti alla manutenzione.

Le fake news sul 5G

In una recente indagine realizzata da Ipsos per Etno, l’associazione che rappresenta le principali telco europee, sono emersi dati allarmanti rispetto all’influenza delle fake nella percezione pubblica del tema: il 63% dei cittadini ritiene il 5G non sicuro e il 16% lo ritiene dannoso per l’ecosistema delle api. Ma la cosa forse più allarmante di tutte è il fatto molti europei si dicono “scettici” ossia non in grado di distinguere le notizie accreditate da quelle false e quindi incapaci di esprimersi in materia. Un intervistato su tre ha dichiarato di aver letto la maggior parte di notizie sul 5G attraverso i social media. Di contro emerge una grave lacuna nelle comunicazioni governative sul 5G: solo l’8% degli europei ha appreso informazioni da fonti governative.

Al centro delle principali fake news e teorie complottistiche sul tema del 5G ci sono le paure rispetto alla salute: radiazioni, frequenze e la cosiddetta ipersensibilità ai campi elettromagnetici spaventano. A onor del vero, l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC), sostenendo che non si può escludere al 100% che le radiofrequenze provochino un qualunque effetto sulla salute, le ha catalogate nel Gruppo 2B, insieme alle onde a bassa frequenza degli elettrodomestici, l’aloe e i sottaceti, come spiega efficacemente il giovane divulgatore scientifico Luca Perri sui suoi canali social.
Le teorie più preoccupanti, tuttavia, identificano il nuovo standard di rete come responsabile della diffusione del Coronavirus. Tra i sostenitori di questa tesi anche Gunter Pauli, consigliere economico del presidente del Consiglio Conte.

Nella lettera, leggiamo che “c’è un urgente bisogno di una strategia di comunicazione dell’UE che fornisca informazioni affidabili ai cittadini dell’UE, così come campagne di sensibilizzazione riguardanti il 5G e i campi elettromagnetici”.
Per contrastare la diffusione della disinformazione sul tema, si riconosce l’importanza di continuare la ricerca scientifica sui rischi legati alla salute umana, diffondendo informazioni affidabili tra i cittadini europei.
“Le paure e le preoccupazioni delle persone che si oppongono all’introduzione del 5G per motivi legati alle preoccupazioni circa i campi elettromagnetici devono essere prese sul serio. In questo contesto, un dibattito ampio e inclusivo contribuirà in ultima analisi a creare fiducia tra i cittadini per quanto riguarda le azioni verso un continuo sviluppo delle reti mobili. I recenti avvenimenti dimostrano la necessità di azioni congiunte in questo campo”, si legge nelle ultime righe della lettera.