5G, l’Austria si affiderà a Huawei nonostante le preoccupazioni sulla sicurezza

L'Austria potrebbe affidare la realizzazione delle sue reti 5G a Huawei, nonostante le preoccupazioni per la sicurezza. [EPA-EFE/WU HONG]

L’Austria espanderà la sua rete 5G facendo affidamento su Huawei, nonostante molti altri Stati abbiano rifiutato di collaborare con la compagnia cinese, arrivando anche a bandirla per le preoccupazioni sulla sicurezza.

In seguito a una legge recentemente emendata, l’Austria ha stabilito un comitato consultivo non politico di esperti per valutare i rischi posti dai fornitori di 5G. Nonostante le preoccupazioni sulla sicurezza espresse da molti altri Paesi, probabilmente sceglieranno di collaborare con Huawei.

“L’obiettivo è rendere l’Austria pioniera ne 5G in Europa e assicurarle un posto tra i tre Paesi più avanzati nella digitalizzazione nell’Ue, e tra i primi dieci nel mondo”, ha dichiarato Andreas Reichardt, capo sezione per le telecomunicazioni al ministero dell’Agricoltura e delle regioni.

L’Austria intende assicurare una copertura nazionale per il 5G entro il 2027, tre anni prima della data fissata dalla Commissione europea. La revisione della legge sulle telecomunicazioni introduce anche un sistema di controllo per i fornitori ad alto rischio. Tuttavia, questo implementa semplicemente gli standard minimi della toolbox dell’Ue sul 5G, che cerca di mitigare i potenziali rischi nell’installazione della rete.

Riguardo i fornitori, l’Austria ha scelto un comitato consultivo formato da esperti non politici, una via che si discosta dal confronto duro che altri Paesi hanno intrapreso con le compagnie cinesi, in particolare Huawei.

Il comitato consultivo preparerà un rapporto sui fornitori ad alto rischio ogni due anni per assicurare “una base oggettiva alle decisioni”, ha dichiarato un portavoce del ministero dell’agricoltura e delle regioni a EURACTIV. “Il Paese di origine non è un criterio sufficiente per escludere un fornitore. Daremo a tutti le stesse possibilità”, ha aggiunto.

5G, la Commissione Ue chiede un sistema di certificazione per la sicurezza

La Commissione europea dato l’incarico all’Enisa, l’agenzia per la cybersicurezza dell’Ue, di sviluppare un sistema di certificazione del 5G, che contribuirà ad affrontare i rischi connessi alle vulnerabilità tecniche delle reti.

In Europa esistono numerosi standard di sicurezza per i servizi …

Huawei in Austria

L’Austria ha specificato nella sua strategia sul 5G, pubblicata nel 2018, che l’espansione della rete sarebbe dovuta avvenire attraverso una stretta cooperazione economica e di ricerca con i Paesi asiatici, in particolare con la Cina.

Questa cooperazione è stata anche uno dei temi principali della giornata europea dell’innovazione di Huawei di mercoledì 27 ottobre, il cui evento annuale si è tenuto a Vienna. Huawei ha annunciato l’inizio di diversi progetti di innovazione e sostenibilità nel paese e ha sottolineato l’importanza di una stretta collaborazione con le aziende austriache – per esempio, nel campo dell’agricoltura intelligente.

Una fonte informata sui fatti ha detto a EURACTIV che Huawei ha scelto l’Austria come sede dell’evento di quest’anno a causa del suo approccio accomodante al 5G.

Gli elogi per la legge austriaca sono arrivati anche da Huawei stessa. Per esempio, il vicepresidente di Huawei per l’Europa centrale e orientale, Radoslaw Kedzia, ha sottolineato che la legge austriaca avrebbe creato il giusto equilibrio tra elevati standard di sicurezza e la conservazione della concorrenza nel mercato. “L’equilibrio è stato raggiunto bene in Austria”, ha detto a EURACTIV.

Mentre gli operatori di rete in Germania hanno escluso Huawei dalla loro rete centrale, quelli austriaci usano ancora le apparecchiature dell’azienda cinese. Ad esempio, il più grande operatore di rete in Austria, Magenta, si sta affidando a Huawei per espandere la sua rete 5G, insieme a Ericsson e Nokia.

Le Capitali – Il 5G cinese è pericoloso per l'intera società, dice il capo dell'intelligence finlandese

Le Capitali vi porta le ultime notizie da tutta Europa, attraverso i reportage sul campo del Network EURACTIV. Potete iscrivervi alla newsletter qui.

Ricordiamo che EURACTIV desidera continuare a fornire contenuti di alta qualità che coprano quanto accade nella UE …

Preoccupazioni per la sicurezza di Huawei

Huawei si trova sotto il fuoco incrociato dei legislatori. Alcuni paesi, come la Svezia, l’hanno esclusa completamente dal mercato. La Francia prevede di eliminare gradualmente la partecipazione di Huawei alla rete 5G entro il 2028, e l’Italia ha posto il veto su un accordo per la fornitura di 5G nel paese.

Altri paesi europei come Belgio, Croazia, Finlandia, Grecia, Norvegia, Portogallo e Spagna hanno scelto i concorrenti invece di Huawei. In Germania, il governo può usare un veto per impedire l’acquisto di dispositivi non sicuri da parte degli operatori di rete.

Nella sua toolbox per il 5G, l’Ue menziona anche la possibilità che gli stati stranieri esercitino influenza su un fornitore come possibile criterio di esclusione per l’espansione della rete. Sullo sfondo del dibattito c’è la legge cinese sulla sicurezza dello Stato, che prevede una stretta collaborazione tra le aziende e il governo cinese.

Secondo i critici, c’è il rischio che Huawei costruisca delle backdoor nella rete 5G che potrebbero poi essere utilizzate per scopi di spionaggio o ricatto. Ma la compagnia nega queste accuse. “Non ci sono disposizioni nella legge cinese che ci obblighino a condividere i dati raccolti fuori dalla Cina”, ha detto Kedzia.

Tuttavia, gli organismi di sicurezza occidentali ritengono che la legge cinese sulla cybersicurezza dia accesso indiscriminato ai suoi servizi di sicurezza nazionale e accusano Pechino di impegnarsi sistematicamente nello spionaggio industriale o in altre attività ostili.

Per esempio, il National Cyber Security Centre della Lituania ha detto alla fine di settembre che i telefoni cellulari dei produttori cinesi, tra cui Huawei, potrebbero avere vulnerabilità di sicurezza ed essere usati impropriamente per scopi di censura. Anche l’ufficio federale tedesco per la sicurezza informatica (Bsi) ha avviato indagini a questo proposito.

In Austria, tuttavia, la questione del potenziale rischio di sicurezza di Huawei non ha avuto un grande impatto. Quando l’emendamento alla legge sulle telecomunicazioni è stato approvato dal Consiglio nazionale, tali preoccupazioni non sono state nemmeno discusse.