5G, la Commissione Ue chiede un sistema di certificazione per la sicurezza

Un telefono 5G in un negozio in Gran Bretagna. [EPA-EFE/ANDY RAIN]

La Commissione europea dato l’incarico all’Enisa, l’agenzia per la cybersicurezza dell’Ue, di sviluppare un sistema di certificazione del 5G, che contribuirà ad affrontare i rischi connessi alle vulnerabilità tecniche delle reti.

In Europa esistono numerosi standard di sicurezza per i servizi digitali, comprese le reti 5G. La certificazione di questi prodotti informatici è fondamentale per aumentare la fiducia dei consumatori. Un sistema comune per tutta l’Ue semplificherebbe le operazioni di scambio transfrontaliere e la comprensione delle informazioni da parte dei clienti.

Il commissario europeo per il Mercato interno Thierry Breton ha dichiarato che “la sicurezza è al centro dell’introduzione della tecnologia 5G. La certificazione a livello dell’Ue, in combinazione con altri tipi di misure contenute nel pacchetto di strumenti per il 5G, sostiene i nostri sforzi per ottimizzarne la sicurezza e porre rimedio alle vulnerabilità tecniche. Per questo è importante che gli Stati membri compiano ulteriori progressi nell’attuazione di questi strumenti”.

Juhan Lepassaar, direttore esecutivo dell’Enisa, ha ribadito che “la certificazione delle reti 5G emerge logicamente come la prossima tappa della strategia dell’Ue per la cybersicurezza nel decennio digitale. Si basa sulle iniziative già prese per mitigare i rischi connessi alla tecnologia 5G”.

Reazione positiva anche da parte della compagnia cinese di telecomunicazioni Huawei, che è stata al centro di numerose controversie sul 5G. “Un sistema di certificazione europeo per la cybersicurezza sarebbe la base per operare in modo sicuro il 5G nel continente”, ha dichiarato un portavoce. “Riteniamo questo annuncio un passo in avanti positivo per la costruzione di una società digitale”.

La richiesta di un sistema comune di certificazione è conforme al regolamento europeo sulla cybersicurezza, in vigore dal 27 luglio 2019 e che costituisce il quadro di riferimento europeo in materia. È stata annunciata anche all’interno della strategia europea per la cybersicurezza presentata a dicembre, dove si dettagliava l’intenzione di migliorare le misure di sicurezza comune in tutta l’Ue.

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La situazione attuale

Attualmente, la questione del 5G è molto divisiva in Europa. I vari Paesi hanno adottato approcci differenti per quanto riguarda l’esclusione di determinate aziende  dalla partecipazione alla costruzione delle infrastrutture. Alcuni hanno bloccato completamente l’accesso alle aziende extra-europee, altri lo valutano caso per caso.

In Italia la situazione è complessa, con la pandemia che ha rallentato l’adozione dei regolamenti per il controllo dell’accesso alle infrastrutture 5G da parte di aziende extra-europee. Il governo ha il potere di limitarle, obbligando gli operatori a informarlo degli accordi presi con queste compagnie.

In generale, la presenza di un sistema di certificazione comune renderebbe molto più agevole comprendere quali compagnie sono più affidabili e quali no, con la possibilità anche di mettere in collegamento con più facilità le reti dei diversi Paesi.

Sarebbe anche più facile combattere la disinformazione dilagante sulla tecnologia 5G, che è già stata vittima di pesanti campagne di attacco ingiustificato sui suoi potenziali effetti nocivi, che non sono mai stati dimostrati. Si sono anche verificati numerosi episodi di vandalismo e distruzione di antenne e ripetitori, soprattutto nel Regno Unito, quando si era inizialmente diffusa la voce infondata secondo cui il 5G potesse trasmettere il Covid-19.