5G, Huawei esclusa dalla rete britannica

Il gigante cinese delle telecomunicazioni Huawei è stato escluso completamente dalla costruzione della rete 5G britannica. [Shutterstock]

Il Regno Unito ha escluso Huawei dalla sua futura infrastruttura di rete 5G. L’annuncio è arrivato martedì (14 luglio). L’azienda di telecomunicazioni cinese ha immediatamente sollecitato l’amministrazione di Boris Johnson a riconsiderare la decisione, vista come una sostanziale battuta d’arresto per il suo business in Europa.

Nell’ambito di una serie di nuove regole presentate martedì dal Segretario al Digitale del Regno Unito Oliver Dowden, l’acquisto di apparecchiature Huawei 5G sarà vietato a partire dalla fine dell’anno e tutte le apparecchiature fornite dall’azienda dovranno essere rimosse dalle reti 5G entro la fine del 2027.

I fornitori di servizi di telecomunicazione saranno legalmente obbligati ad attuare le nuove regole in base ad una nuova legge sulla sicurezza delle telecomunicazioni che sarà presentata al Parlamento in autunno.

Il disegno di legge traccerà un percorso “irreversibile” per una “rimozione completa” di tutte le apparecchiature Huawei 5G entro il 2027, ha detto Dowden martedì, aggiungendo che “dalla fine di quest’anno, gli operatori di telecomunicazioni non potranno acquistare alcuna apparecchiatura da Huawei”.

Come risultato delle nuove misure, ha detto Dowden, lo sviluppo della rete 5G nel Regno Unito sarà ritardato di due o tre anni, con un costo fino a 2 miliardi di sterline.

Huawei ha subito espresso la sua delusione per la decisione.

“Questa decisione rischia di spostare la Gran Bretagna nella corsia lenta digitale, di far salire le bollette e di approfondire il divario digitale”, ha detto una dichiarazione della società. “Invece di ‘livellare verso l’alto’, il governo sta livellando verso il basso e noi li esortiamo a riconsiderare”.

5G, anche il Regno Unito apre un'indagine su Huawei

Le sanzioni statunitensi contro il gigante cinese delle telecomunicazioni Huawei hanno spinto le autorità britanniche a lanciare una nuova indagine sulla società, come riportato da un portavoce del governo domenica (24 maggio).

La scorsa settimana, il Dipartimento del Commercio americano ha …

Restrizioni degli Stati Uniti

La decisione arriva dopo che una recente revisione del National Cybersecurity Centre (NSCS) del Regno Unito ha evidenziato l’opinione che le apparecchiature Huawei non sono sicure da utilizzare.

Questa conclusione è stata fatta a seguito delle nuove restrizioni imposte dal Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti, in base alle quali Huawei dovrà rivolgersi a fornitori per le sue apparecchiature al di fuori degli Stati Uniti.

A maggio, il Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti ha annunciato nuove restrizioni sulle vendite a Huawei di chip prodotti con apparecchiature americane, nel tentativo di “mirare in modo stretto e strategico all’acquisizione di semiconduttori da parte di Huawei”.

La mossa è stata vista come un rialzo della posta in gioco contro l’azienda cinese, in seguito all’inserimento di Huawei nella lista delle compagnie che richiedono specifiche licenze da parte dell’amministrazione Trump nel maggio 2019 – rendendo difficile per le aziende americane fare affari con Huawei.

La revisione dell’NSCS è stata condotta dopo le nuove restrizioni statunitensi e presentata al governo britannico all’inizio di luglio.

Samsung e NEC

Nel colmare il divario lasciato dall’esclusione di Huawei dall’infrastruttura di rete 5G, il Regno Unito si rivolgerà probabilmente alla coreana Samsung e alla giapponese NEC.

Dowden ha anche sottolineato l’importanza di proteggere altre aziende di telecomunicazioni che potrebbero essere influenzate negativamente dal divieto di Huawei.

“La prima cosa che dobbiamo fare è assicurarci di proteggere gli altri due fornitori di questo mercato, Nokia ed Ericsson”, ha detto Dowden. “In secondo luogo, dobbiamo procurarci nuove forniture, a partire da Samsung e NEC”.

Il sottosegretario al  Digitale, la laburista Chi Onwurah, ha espresso la sua preoccupazione riguardo al costo potenziale sostenuto a seguito dell’esclusione, che teme possa essere trasferito sui consumatori.

“Questo è un incidente per la nostra economia digitale, ma che avrebbe potuto essere previsto da molto tempo”, ha detto. “BT e altri fornitori hanno messo il costo di questa decisione in miliardi”.

Era già chiaro che il Regno Unito avrebbe preso una posizione più dura contro Huawei, dopo che è emerso che il responsabile britannico di Huawei, Lord Browne di Madingley, si sarebbe dimesso dal suo ruolo. Sky News ha riferito che negli ultimi giorni ha presentato le sue dimissioni dalla società.

Vestager esorta gli Stati membri dell'UE a non fare marcia indietro sul 5G

La vicepresidente della Commissione europea per il digitale, Margrethe Vestager, ha esortato i ministri delle telecomunicazioni dell’UE a “limitare il più possibile” gli eventuali ritardi nelle loro assegnazioni dello spettro 5G, rispetto alle attuali sfide per l’industria causate dalla crisi …

Lo stato della situazione nell’UE

A Bruxelles, invece, ci sono preoccupazioni più ampie legate alla lenta diffusione del 5G in tutto il blocco.

All’inizio di maggio, la vicepresidente della Commissione europea per il digitale, Margrethe Vestager, aveva esortato i ministri delle telecomunicazioni dell’UE a “limitare il più possibile” gli eventuali ritardi nell’assegnazione dello spettro 5G, in mezzo a nuove sfide per l’industria causate dalla crisi del coronavirus e alle preoccupazioni per il coinvolgimento di Huawei.

Il suo appello è arrivato dopo l’annuncio di una serie di ritardi alle aste dello spettro 5G in Europa – tra cui in Spagna, Austria, Portogallo e Repubblica Ceca.

Vestager ha affermato di aver compreso le ragioni dei ritardi, ma ha esortato gli Stati membri a “tenere il passo” come mezzo per raggiungere gli attuali obiettivi temporali.

L’UE ha lanciato il so toolbox sul 5G nel gennaio di quest’anno, con l’obiettivo di mitigare il potenziale rischio che gli Stati membri facciano affari con fornitori ritenuti inaffidabili.

Le nazioni dell’UE avrebbero dovuto presentare alla Commissione una relazione congiunta sull’attuazione delle misure di sicurezza incluse nel toolbox entro il 30 giugno, ma tale scadenza si intende prorogata. Il seguito dei piani dovrebbe essere dato dalla Commissione nel corso del mese di luglio.