5G, anche il Regno Unito apre un’indagine su Huawei

Il primo ministro britannico Boris Johnson ha dichiarato di voler ridurre a zero il coinvolgimento di Huawei nella rete 5G del Paese entro il 2023. [EPA-EFE/WILL OLIVER]

Le sanzioni statunitensi contro il gigante cinese delle telecomunicazioni Huawei hanno spinto le autorità britanniche a lanciare una nuova indagine sulla società, come riportato da un portavoce del governo domenica (24 maggio).

La scorsa settimana, il Dipartimento del Commercio americano ha annunciato nuove restrizioni sulle vendite a Huawei di chip prodotti negli Stati Uniti, nel tentativo di “mirare in modo stretto e strategico all’acquisizione di semiconduttori da parte di Huawei”.

La mossa prosegue una tendenza già consolidata di misure contro l’azienda cinese, come già visto con l’inserimento di Huawei all’interno della US Entity List da parte dell’amministrazione Trump, avvenuto nel maggio 2019. Ciò ha reso difficile alle aziende americane ottenere le licenze  per fare affari con Huawei.

L’escalation di restrizioni della scorsa settimana ha attirato l’attenzione del National Cyber Security Centre britannico, che ora sta pianificando una nuova indagine sull’azienda cinese.

“A seguito dell’annuncio degli Stati Uniti di ulteriori sanzioni contro Huawei, il National Cyber Security Centre sta esaminando attentamente l’impatto che potrebbero avere sulle reti del Regno Unito”, ha detto domenica 24 maggio un portavoce del governo britannico. “La sicurezza e la resilienza delle nostre reti è di fondamentale importanza”, ha aggiunto.

I commenti arrivano in seguito a un precedente rapporto del Daily Telegraph secondo cui il Primo Ministro Boris Johnson starebbe lavorando per ridurre a ‘zero’ il coinvolgimento di Huawei nell’infrastruttura della rete 5G del Regno Unito entro il 2023.

Il rapporto ha suscitato la preoccupazione di Shenzhen, che ha sottolineato come il governo britannico abbia dato il via libera a Huawei per partecipare alla sua infrastruttura 5G nel gennaio di quest’anno.

“Il governo ha deciso a gennaio di approvare la nostra presenza perché la Gran Bretagna ha bisogno delle migliori tecnologie possibili, più scelta, innovazione e più fornitori, il che significa reti più sicure e più resistenti”, ha dichiarato il vicepresidente di Huawei Victor Zhang.

“Come azienda privata che opera nel Regno Unito da 20 anni, la nostra priorità è stata quella di aiutare le compagnie telefoniche e le aziende informatiche a mantenere la Gran Bretagna connessa, cosa che nell’attuale crisi sanitaria è stata più vitale che mai”.

Tuttavia, Huawei ha rifiutato di commentare la notizia di domenica dell’ultima indagine della NCSC.

A Bruxelles, nel frattempo, ci sono preoccupazioni più ampie legate al lancio del blocco 5G.

All’inizio di maggio, la vicepresidente della Commissione europea per il digitale, Margrethe Vestager, ha esortato i ministri delle telecomunicazioni dell’UE a “limitare il più possibile” gli eventuali ritardi nelle loro assegnazioni dello spettro 5G.

Il suo appello è arrivato dopo l’annuncio di una serie di rinvii alle aste dello spettro 5G in Europa in stati come Spagna, Austria, Portogallo e Repubblica Ceca, a causa dell’attuale crisi della sanità pubblica.

Vestager ha affermato che, pur comprendendo le ragioni dei ritardi, gli Stati membri dovrebbero “tenere il passo” come mezzo per raggiungere gli attuali obiettivi.

L’UE ha lanciato le sue proposte riguardo il 5G nel gennaio di quest’anno, con l’obiettivo di mitigare il rischio potenziale che gli Stati membri facciano affari con fornitori ritenuti inaffidabili.

Le nazioni dell’UE devono presentare alla Commissione una relazione congiunta sull’attuazione delle misure di sicurezza entro il 30 giugno.